Il Tirreno

Montecatini

Lunedì 10 la marcia su Firenze: appuntamento in piazza Duomo

L’albergatore Stefano Pucci (a destra) con il sindaco Luca Baroncini (Foto Nucci)
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L’albergatore Stefano Pucci (a destra) con il sindaco Luca Baroncini (Foto Nucci)

L’albergatore Stefano Pucci comunica la data della grande manifestazione dei montecatinesi a difesa delle Terme. Ancora incertezza su pullman e treni

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MONTECATINI. La Marcia su Firenze si farà. E questo era già stato deciso. Ma ora si sa anche quando: lunedì 10 febbraio. L’appuntamento, per tutti i partecipanti, sarà in piazza del Duomo.

È stato lo stesso ideatore dell’iniziativa a difesa delle Terme di Montecatini, l’albergatore Stefano Pucci (proprietario, con la famiglia, del Grand Hotel & la Pace) a comunicare data e luogo su Facebook. Ancora non è chiaro, invece, se saranno organizzati pullman privati, o addirittura treni dedicati, come si era ipotizzato alcuni giorni fa. «A breve – scrive infatti Pucci – saranno comunicati comunque gli orari dei treni utili per raggiungere Firenze ed eventuali organizzazioni di autobus o altri mezzi privati».

Insomma, c’è da restare sintonizzati per le ulteriori novità che potrebbero scaturire. «Sono sempre convinto – aggiunge l’albergatore – che saremo moltissimi. E del resto andare in pochi non avrebbe alcun senso».

Dopo poche ore già una cinquantina di “mi piace” e una ventina di commenti per comunicare la partecipazione all’iniziativa sotto il post di Pucci. A dimostrazione che la voglia della città di portare in Regione la determinazione dei montecatinesi a salvare la loro azienda principale, motore di quasi tutta l’economia locale, è rimasta immutata.

Abbandonata l’idea di far muovere la città in pullman (a causa dei costi troppo alti e delle difficoltà nel reperire un numero sufficiente di mezzi), l’obiettivo come deto era quello di ottenere alcuni vagoni di treni riservati per i manifestanti. Ma ancora, a quanto pare, non ci sono novità su questo fronte. Resta comunque il fatto che in molti hanno già espresso la loro volontà di recarsi nel capoluogo con la propria auto. Anche perché c’è un traguardo importante da raggiungere, vale a dire il numero di partecipanti alla manifestazione. Che, è stato ipotizzato, non dovrebbe discostarsi di molto dalle 2mila presente: il 10 per cento dell’intera popolazione di Montecatini. Perché questo sì sarebbe davvero un segnale di compattezza.

Una grande manifestazione, quindi, partecipata da tanti montecatinesi (ci saranno albergatori, commercianti, semplici cittadini, mentre ancora non è chiara la posizione che prenderanno le forze politiche e i sindacati), che con un tam-tam sui social network sembrava quasi non aspettassero altro per ritrovare un’unità d’intenti che mancava da anni. Per la precisione dal 2006, quando ci fu la “trasferta” ad Ascoli per chiedere che le terme tornassero ai montecatinesi.

Erano tempi della turbolenta convivenza con Vitawell, la società marchigiana che aveva preso in gestione la società, con risultati che definire deludenti è un eufemismo. Rientrare in possesso della gestione era visto come il primo passo per il rilancio dell’azienda. E, una volta ottenuto il risultato, si pensò alla seconda fase: la realizzazione di una grande piscina termale alle Leopoldine da far progettare da un’archistar a livello internazionale. Come è andata poi a finire è noto a tutti.

Adesso il tentativo è quello scongiurare la chiusura delle Terme, presentando un piano di rilancio questa volta sostenibile. E con l’aiuto di tutti. —
 

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di Redazione web