Il dolore
Integrativi, tagli prorogati di un mese
L’azienda ha concesso tempo ai sindacati per presentare le loro controproposte. Mancano però indicazioni sulle prossime assunzioni di stagionali
MONTECATINI. Il taglio dei contratti integrativi a fronte di nuovi premi di produttività. È questa una delle prime ipotesi emerse ieri durante un confronto tra sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil) e amministratore unico delle Terme Alessandro Michelotti. Ma le parti dovranno tornare a incontrarsi di nuovo per dare modo ai rappresentanti dei lavoratori di elaborare le loro controproposte: per questo la società ha concesso una proroga di un mese (quindi fino a fine febbraio) prima di mettere in pratica i tagli già annunciati al 31 gennaio.
«L’azienda – racconta al termine dell’incontro Angela Bigheretti, Uiltucs – ci ha presentato una piattaforma, che ancora non abbiamo letto nel dettaglio. Generalmente questo passaggio lo fanno i sindacati, ma si sa, le Terme sono un po’ atipiche…».
«Ci è stata prospettata – dice Luisella Brotini, Filcams – una bozza di accordo, che prima di tornare a vederci con i rappresentanti dell’azienda analizzeremo assieme alle altre organizzazioni sindacali per capirne più a fondo i contenuti. Apprezziamo comunque il tentativo di aprire una trattativa sugli integrativi». Certo, per i sindacati dovrà comunque essere un integrativo (o quel che ne resterà) «che non dovrà piacere solo alla società», pur essendo tutti consapevoli che lo status quo non potrà essere del tutto confermato.
Sembra che uno dei punti sui quali sarà aperta una trattativa riguarderà la possibilità di sostituire i contratti integrativi con una sorta di premio di produttività (o a risultato variabile), oppure al ricorso a benefit detassati. Resta però il problema – sempre a una prima lettura del documento presentato dalle Terme – legato alla mancanza di un qualsiasi riferimento all’organizzazione del lavoro. «Si sta avvicinando la nuova stagione – dice Bigheretti – e ancora non sappiamo quanti stagionali saranno assunti e quanti saranno i lavoratori a tempo pieno. Mancano inoltre anche le graduatorie e non capiamo le modalità con cui l’azienda sceglierà i lavoratori a tempo determinato». –
D. M.
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