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Uso civico, domenica si vota per eleggere il comitato

Maria Salerno
Uso civico, domenica si vota per eleggere il comitato

Seggio aperto dalle 7 alle 20 al circolo di piazza Garibaldi, 210 gli elettori L’ex presidente: «Dobbiamo riscoprire i vantaggi di questo diritto collettivo»

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PESCIA. Domenica prossima, a San Quirico di Valleriana, si vota per eleggere il comitato per l’amministrazione degli usi civici. Da quando sono state indette, queste consultazioni hanno fatto molto discutere e suscitato domande e curiosità. Anzitutto perché si tratta di votazioni vere e proprie, con l’istituzione di un seggio come sezione unica al Circolo, in piazza Garibaldi, un presidente di seggio e due scrutatori e 210 aventi diritto che sono chiamati ad eleggere 4 persone di un’unica lista dal nome emblematico: “Uso Civico di San Quirico, guardiamo al passato per costruire il futuro”. Si vota dalle 7 alle 20.

Ma cos’è l’uso civico? È un diritto di godimento collettivo, riconosciuto ai membri di una comunità, su terreni di proprietà pubblica o anche privata di origine feudale. Si tratta di un diritto riconosciuto di fatto, in base alla prassi tramandata nel tempo. A San Quirico, ad esempio, questo uso civico fu in uso fino alla fine degli anni 70. Ce lo racconta chi del comitato che amministrava era stato eletto presidente (l’ultimo), Mauro Agostini, lo stesso che ha fortemente caldeggiato il ripristino di tale diritto tramite lo svolgimento di elezioni.

«L’uso civico è un beneficio dato ad una comunità, che risale al Granduca di Toscana, quindi ha origini laiche e non religiose come molti pensano – spiega Agostini – nel caso di San Quirico questo beneficio è relativo a circa 25 ettari di terreno a bosco, il bosco dell’Uso, che pur facendo parte del demanio pubblico da sempre, per una consuetudine tramandata, è nella gestione degli abitanti di San Quirico, sarebbe un peccato far decadere questo privilegio, per questo si andrà a votare per ricostituire il comitato che lo deve amministrare».

Ma a che pro? Quali sono i vantaggi, oggi, di una proprietà collettiva? «Il nome della lista lo racconta – spiega Agostini – guardiamo al passato per progettare il futuro. In questi ultimi anni stiamo assistendo al ritorno di una mentalità ecologica, il bosco è una risorsa su cui si potrebbe investire, magari consorziandosi con altri usi civici o realtà con caratteristiche simili e il ricavato andrebbe speso per la collettività. Qualche tempo fa, se avessimo avuto un comitato come quello che andremo a ricostituire, avremmo avuto accesso a dei fondi pubblici per la ripulitura dei boschi».

Lo stato in cui sono lasciati i boschi, infatti, in molti casi, è quello di un totale abbandono. Ma ci sono comunità, come quella di San Quirico, che storicamente hanno fondato la propria economia attingendo alle risorse del bosco (legname e castagne). «Io non escludo un ritorno di questo tipo di economia – conclude Agostini – perché stiamo assistendo negli ultimi anni ad una rivalutazione delle piccole comunità e ci dobbiamo dotare degli strumenti per meglio governarle. Per me, la giornata di domenica racconterà anche se la nostra comunità riuscirà ad agganciarsi a ciò che è stata in passato, proprio per sopravvivere». –

Maria Salerno

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