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Si apre un buco da 400mila euro per il Comune alla voce “piscina”

David Meccoli
Si apre un buco da 400mila euro per il Comune alla voce “piscina”

La società di gestione presenta il conto per lavori mai pagati Ma si punta a trovare l’accordo allungando la convenzione

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MONTECATINI. Oltre 400mila euro: è questa la cifra sulla quale sarà probabilmente intavolata una trattativa tra Centro Nuoto Montecatini (società di gestione della piscina di via Cimabue) e amministrazione comunale (ente proprietario). La volontà, infatti, è quella di trovare un accordo che possa non scontentare del tutto le parti e che consenta di proseguire un quieto vivere anche per gli anni a venire (la concessione scadrà nel 2026).

Ma certo tutto non può finire in “tarallucci e vino”, soprattutto dopo che lo stesso Comune ha incaricato, nell’ottobre scorso, l’avvocato Franco Arizzi per avere un parere sulla (annosa) vicenda. Risultato: il legale ha riconosciuto l’effettiva congruità delle richieste del Centro Nuoto, che avrebbe eseguito interventi strutturali anche al di là di quanto previsto dal contratto di concessione per un importo di circa 200mila euro. Cifra che sommata a una precedente causa in corso tra i due soggetti porta a 414mila euro la cifra totale reclamata dalla società di nuoto.

Partiamo dal contenzioso più “anziano”. Il Comune, nel 2017 (e rompendo un equilibrio che si era cristallizzato negli anni), ha spedito alla società di gestione un’ingiunzione di pagamento relativa a “compensi da lavoro per personale comandato”. Il Centro Nuoto ha allora replicato che il Comune avrebbe dovuto pagare 214mila euro per lavori eseguiti e non compresi nel bando. E da lì si è avviata una causa dai toni comunque “soft”, se è vero che nessuno ha la volontà di affondare il colpo decisivo (ne sono testimoni i continui rinvii che si susseguono di udienza in udienza).

«Il nostro – dice Stefano Pagni, responsabile degli impianti tecnologici – è un servizio pubblico. Tante famiglie vengono da noi e in tanti si allenano. Sarebbe una sconfitta per tutti interrompere le attività per questioni burocratiche».

«Per questo – aggiunge l’avvocato del Centro Nuoto, Alessandro Torelli – stiamo cercando di risolvere la vicenda con una conciliazione».

Un confronto che ora dovrà tenere conto anche della seconda parte della storia. I gestori, infatti, avrebbero eseguito una serie di lavori che negli anni si sono via via resi necessari, andando ben oltre quanto previsto dal contratto di concessione. Interventi sui quali il Comune ha voluto vederci chiaro e per la cui verifica ha incaricato l’avvocato Arizzi. Qualche tempo dopo è arrivato il parere del noto legale, che ha “certificato” la bontà del modus operandi della società di gestione, stabilendo una “plusvalenza” di lavori (sempre in più rispetto al contratto) di altri 200mila euro. Ma, come detto, l’obiettivo è di trovare un “giusto riequilibrio” che preveda “misure compensative”. In altre parole: se non saranno 400mila euro, si apra una trattativa che porti a una ricomposizione del contenzioso attraverso un prolungamento della concessione (che scadrà nel gennaio 2026) e a una cifra equa di rimborso spese. E che tutti nuotino felici e contenti. —

David Meccoli

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