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«Io sto dalla parte delle aziende che rispettano le norme»

«Io sto dalla parte delle aziende che rispettano le norme»

Il sindaco Torrigiani risponde agli attacchi di Italia Nostra per l’autorizzazione concessa all’ampliamento della Sel spa

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LAMPORECCHIO. «Quando siamo di fronte a un'azienda che rispetta le norme e vuole apportare il proprio contributo socioeconomico alla comunità di cui fa parte, con il bisogno di nuove maestranze, io starò sempre dalla parte del lavoro». Così il sindaco di Lamporecchio, Alessio Torrigiani, risponde all'associazione Italia nostra Valdinievole.

Oggetto del contendere, la richiesta al Comune da parte della Sel spa di via Amendola di ampliare la propria sede produttiva. Ma secondo l'associazione ambientalista, con l'approvazione della variante urbanistica da parte del consiglio comunale, quello che nascerebbe sarebbe un "monstrum" in un'area, quella dell'Antica Fattoria di Spicchio, ad alto valore paesaggistico. Ma il primo cittadino non ci sta e va all'attacco.

«Sul livello delle valutazioni fatte da Italia Nostra avrei qualche dubbio, — afferma Torrigiani — mi fido di più delle strutture regionali. L’iter di approvazione del Piano paesaggistico, di cui l’intervento sul nostro territorio deve rispettarne le indicazioni, è stato molto lungo e inoltre ha visto un contributo molto importante dell’Università di Firenze nella sua stesura».

«La procedura ha avuto origine nel gennaio del 2018 – prosegue il sindaco – e a questa ho voluto riservare un percorso partecipativo. Prima di deliberare l’atto di avvio del procedimento, pur non essendo necessario, ho comunque convocato un'assemblea pubblica di cittadini ed effettuato alcuni incontri con tutte le rappresentanze politiche locali. Non avendo riscontrato nessuna opposizione, c’è stata prima la deliberazione della giunta e poi quella del consiglio comunale».

«La particolare attenzione di Italia Nostra verso questo intervento mi lascia sorpreso – sottolinea il primo cittadino – l’entità dell’intervento non è poi così significativa rispetto ad altre situazioni molto più consistenti, con impatti (soprattutto paesaggistici) di ben altra portata. Stiamo parlando, infatti, di una porzione di terreno situato di fronte a una zona industriale già urbanizzata, con annessa ex discarica. Su questo terreno è oggi presente un capannone in travi di ferro,coperto con fogli di ondulina e una colonica ormai ridotta a un rudere parzialmente franato, dimenticata per anni da tutti e che oggi vede un risveglio collettivo di sentimenti, appartenenza e tutela».

«A differenza di Italia Nostra o di altri soggetti – conclude Torrigiani – l’amministrazione deve osservare e valutare il quadro generale composto da comunità e territorio per fare le scelte più opportune. Altri invece, animati da un rispettabile spirito critico, hanno una visione monodirezionale limitata a un argomento specifico o al singolo interesse personale. Noi dobbiamo anche considerare che in quel “capannone” tante persone potranno ritrovare, con il lavoro, la propria dignità e un po’ di sicurezza economica». —

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