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Nasce comitato contro il piano operativo

Maria Salerno
Nasce comitato contro il piano operativo

I cittadini della zona di Colleviti passano all’attacco: «Non c’è alcuna giustificazione al consumo di altro suolo»

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PESCIA. Si sono costituiti in comitato per la salvaguardia paesaggistica e territoriale. Sono un gruppo di cittadini, residenti nella zona di Colleviti, che dopo avere presentato delle osservazioni formali al piano operativo, nei tempi previsti dalla legge, vogliono ribadire con decisione il loro no agli interventi di trasformazione previsti dallo strumento urbanistico, che prevedono tra le altre cose anche nuovi insediamenti abitativi. Non sono gli unici a trovarsi in aperto disaccordo con le previsioni urbanistiche, che verranno approvate – nelle intenzioni della giunta guidata da Oreste Giurlani – entro il prossimo mese di giugno. Prima di loro erano insorti i cittadini di Collodi e anche i residenti di via della Torre e via Nieri. . «Non c’è alcuna giustificazione al consumo di nuovo suolo – scrivono i cittadini al Comune – essendo la zona già satura e più in generale essendo la capacità abitativa del comune di Pescia superiore alle esigenze della popolazione».

I cittadini, poi, hanno sottolineato la loro contrarietà nel vedere la zona in questione classificata come “area edificabile”, avendo la stessa un innegabile valore paesaggistico e ambientale da preservare.

«Si tratta di una zona a verde di particolare pregio anche dal punto di vista faunistico – evidenzia il comitato – per la presenza non sporadica di varie specie di animali selvatici come tassi, volpi, istrici, caprioli, upupe e gazze. Ne è ragionevole ritenere che per dare accesso all’area edificabile venga costruita una strada sull’alveo di un rio esistente dalla notte dei tempi, rovinando anche sotto questo profilo flora e fauna esistenti».

Secondo il comitato di Colleviti le previsioni indicate nel piano operativo sarebbero totalmente contrastanti con i valori paesaggistici, comportando oltretutto uno stravolgimento dell’ecosistema esistente. E non a caso, sottolineano i residenti, la zona è sottoposta a diversi vincoli ambientali.

Che dire poi degli spazi agricoli residui?

«È del tutto evidente che con il prospettato intervento, l’area ad oggi coltivata, verrebbe ad essere tagliata a metà da un’imponente viabilità – proseguono i cittadini a questo proposito – che, evidentemente precluderebbe ogni possibilità di futuro sfruttamento agricolo della zona».

Il comitato ha messo in evidenza anche l’incongruenza tra le previsioni contenute nello strumento urbanistico comunale e il Pit (il piano paesaggistico della Regione Toscana ndr). In particolare relativamente all’esigenza di «salvaguardare la morfologia e i valori scenari dei centri minori e del loro rapporto con il territorio rurale».

L’intervento andrebbe a stravolgere l’area agricola e boschiva posta proprio sotto il convento di Colleviti, turbando così anche le visuali che il piano paesaggistico regionale intende preservare. –

Maria Salerno

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