Il dolore
Tratta di giovani prostitute: condannata a 8 anni e 8 mesi
Nigeriana di 32 anni arrestata dai carabinieri e portata in carcere dove dovrà scontare la pena. Era finita in manette nel 2016 con tre connazionali
MONTECATINI. Tratta di persone e sfruttamento della prostituzione. È per queste accuse che i carabinieri di Pescia hanno arrestato ad Uzzano e portato in carcere una donna nigeriana di 32 anni: condannata in via definitiva, Angela Lucky deve scontare una pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione.
La donna era finita in manette nel settembre 2016, al culmine di un’operazione portata a termine dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Firenze e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Pistoia. Insieme a lei erano stati arrestati anche tre uomini suoi connazionali, tra cui il compagno
La donna e due degli uomini erano stati rintracciati in un appartamento di Montecatini: il compagno Philip Chibogwu ed Edward Happy. L’altro nigeriano finito in manette, Cristopher Oboaging Lucky, era stato invece individuato a Montesilvano (Pescara), dove era ospitato in un centro di accoglienza per immigrati.
L’indagine, avviata nel luglio 2016, aveva avuto origine dalla denuncia di una vittima minorenne, che aveva raccontato le modalità con cui era stata portata via dal proprio villaggio in Nigeria, nonché le altre fasi del drammatico viaggio che l’aveva condotta in Italia. Le dichiarazioni della ragazza, riscontrate dalle successive attività investigative, avevano fornito un quadro delle modalità di reclutamento e di assoggettamento delle vittime, nonché delle successive violenze perpetrate nei confronti delle stesse: in gruppi, le ragazze venivano condotte fuori dalla Nigeria viaggiando su moto e pullman, impiegando mesi per raggiungere la Libia, sottoposte al controllo di uomini armati e oggetto di ripetute violenze sessuali; il viaggio continuava poi sui tristemente noti barconi, a bordo dei quali le vittime subivano ulteriori abusi. Arrivate in Italia, le donne venivano prese in consegna da connazionali ed avviate alla prostituzione. Emblematiche, a tal riguardo, erano risultate le indicazioni fornite da Edward Happy alle donne intenzionate ad intraprendere il lungo viaggio: al termine della traversata sarebbero state tratte in salvo dagli italiani e avrebbero dovuto quanto prima mettersi in contatto con i familiari in Nigeria; questi ultimi, a loro volta, avrebbero dovuto contattare i referenti in Italia che avrebbero preso le ragazze in consegna; durante il viaggio, le ragazze si sarebbero certamente imbattute in uomini intenzionate ad abusare di loro, motivo per cui avrebbero dovuto essere forti e sopportare le vessazioni.
All’interno dell’appartamento di Montecatini era stata trovata una giovane nigeriana, poi affidata a una struttura protetta, e sequestrati i quaderni con i conteggi che le donne sfruttate erano costrette a tenere per documentare l’effettivo esercizio della prostituzione. —
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