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Montecatini

IL MONDO DELLA SCUOLA 

Montecatini, 500 studenti al PalaTerme per parlare del rischio droga

David Meccoli
Da sinistra: Volpi, Rastelli, Magrini e Tommei
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Da sinistra: Volpi, Rastelli, Magrini e Tommei

Lunedì 20 gennaio incontro con Giorgia Benusiglio: nel 1999 fu salvata grazie a un trapianto di fegato dopo aver assunto ecstasy

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MONTECATINI. Una storia vera, liberamente ispirata alla terribile esperienza vissuta da Giorgia Benusiglio. Parliamo di droga. Ma non di tossicodipendenza, che è una condizione estrema e marginale, bensì del fenomeno più diffuso e quindi socialmente molto più allarmante, che è l’assunzione occasionale. Soprattutto tra i giovani e i giovanissimi. Perciò è a loro che il progetto “Cineducando” si rivolge. Nella speranza di scardinare ingenue convinzioni, del tipo: «Una volta ogni tanto non fa male». Un progetto che riesce a coinvolgere 90mila studenti ogni anno e che in queste settimane sta facendo tappa anche a Montecatini. Dopo la proiezione del film “La mia seconda volta” al cinema Imperiale lo scorso 9 gennaio, 500 ragazzi delle scuole medie Chini (le terze classi) e del liceo scientifico Salutati (primo biennio) si ritroveranno lunedì al Palaterme (appuntamento alle 9,30) per un incontro con la Benusiglio. Proprio per scardinare quell’errato convincimento che l’assunzione sporadica delle droghe non avrebbe conseguenze sul fisico e sulla psiche dei giovani, la milanese Benusiglio racconterà la sua storia, a partire da quel terribile 1999 che la vide miracolosamente salvata da un trapianto di fegato dopo aver assunto una piccola quantità di ecstasy. . «La sua – dice l’assessore alle politiche sociali Antonella Volpi – è la storia di una ragazza che ha trasformato una brutta esperienza in una lezione di vita, con la consapevolezza che un evento negativo può essere trasformato in qualcosa di positivo da trasmettere agli altri. Al Palaterme si parlerà di scelte sbagliate, ma non di tossicodipendenza, quanto piuttosto di assunzione occasionale di sostanze stupefacenti tra giovanissimi».

«È vero che ci sono già tanti progetti sulla droga nelle scuole – dice il consigliere delegato all’istruzione, Federica Rastelli – ma stavolta è qualcosa di diverso. Per questo i dirigenti scolastici hanno accolto l’iniziativa favorevolmente».

Soddisfatti del progetto, infatti, sono i presidi dell’istituto comprensivo Chini («Da anni facciamo prevenzione verso le dipendenze nel periodo adolescenziale e preadolescenziale, coinvolgendo anche le famiglie, che spesso non sono preparate a gestire la situazione», dice Roberta Tommei) e del liceo Salutati («Da noi il progetto avrà anche un terzo tempo, visto che gli esperti del Sert verranno nelle singole classi per far riflettere sulle assunzioni occasionali di droghe», dice Graziano Magrini).

Un progetto che è ben riassunto in questa frase contenuta nella presentazione dell’iniziativa: «Vogliamo rendere i giovani consapevoli di correre dei pericoli seri, che in un attimo potrebbero rovinarsi la vita, o distruggere quella di qualcun altro. E ne vogliamo parlare perché, se consideriamo il quadro drammatico che ci mostrano le statistiche, evidentemente non se ne parla mai abbastanza». —

David Meccoli

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