Il Tirreno

Montecatini

le esperienze positive 

A Macchino e a Pittini la prova che la legge può funzionare

M. T.

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MONTECATINI. «I beni confiscati alla mafia sono una cartina di tornasole per rintracciare la presenza della criminalità organizzata anche in Toscana. Qui, dalle nostre parti come nel resto d’Italia, la mafia non indossa la coppola e non imbraccia la lupara. Ma si muove nell’ombra e inquina il mercato». L’avvocato Giovanni Pagano è uno dei referenti di Libera. Ed è lui a spiegare come il 62% degli immobili confiscati alla criminalità organizzata sia destinato a scopi sociali. Un po’ come è successo anche in Valdinievole: a Macchino (Massa e Cozzile) e a Pittini (Buggiano). Tutti e due gli immobili sono stati sottratti alla camorra.. Nella località massese – immersa in un bosco di castagni – c’era, all’epoca, una vecchia colonica, confiscata a una famiglia camorrista affiliata al clan dei Nuvoletta, dove veniva raffinata l’eroina per il mercato del centro-nord Italia. Ora c’è una struttura gestita dal Gruppo Valdinievole.

«Il Gruppo Valdinievole – spiega Marco Vom Bruck – ricevette questa struttura nell’ottobre del ’96, grazie alla legge che sottrae beni alla criminalità organizzata per destinarli a iniziative con finalità sociali. Col coraggio e l’impegno dei ragazzi e delle loro famiglie, l’associazione ha fatto fronte alle spese per rendere l’immobile ricevuto abitabile. E, ad oggi, centinaia di ragazzi hanno seguito il nostro programma pedagogico – residenziale, riconosciuto e accreditato dalla Regione Toscana come struttura sanitaria privata destinata al recupero e alla riabilitazione di persone con problemi di sostanze d’abuso che oggi ospita ben 22 persone».

«Il Fondatore del Gruppo Valdinievole, Giovanni Moschini – prosegue Vom Bruck – il presidente di “Libera”, don Luigi Ciotti e l’allora Governatore della Toscana, Vannino Chiti, si impegnarono per giungere all’affidamento dell’immobile in località Macchino, confiscato dopo un’azione delle forze dell’ordine. Ma, per una quindicina d’anni, rimase abbandonata, esposta all’incuria e alla rovina del tempo».

«Teniamo a sottolineare – conclude Vom Bruck – che il Gruppo Valdinievole è stato il primo, in Toscana, a usufruire dei benefici della legge, che ha premiato la nostra costante presenza sul territorio. Allo stesso tempo, vogliamo evidenziare anche l’aspetto ideale: è fondamentale, infatti, che beni sottratti alla criminalità organizzata vengano “convertiti” in opere di bene da parte dello Stato. E che Macchino, da luogo di morte, si sia trasformato in un posto di rinascita e vita».

E lo stesso vale per la villetta a schiera in località Pittini ora di proprietà del Comune di Buggiano (sequestrata una ventina d’anni fa alla camorra), dove dal 2013 la cooperativa Selva (in collaborazione con la Società della Salute della Valdinievole) porta avanti un progetto di co-abitazione. La struttura può ospitare fino a 7 ragazzi che, durante il percorso, sono affiancati da un equipe educativa per aiutarli a superare le loro difficoltà. —

M. T.

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