Il Tirreno

Montecatini

bilancio difficile 

Tributi non riscossi, già passata la quota dei tredici milioni. Spediti 2mila avvisi

David Meccoli
L'assessore al bilancio Alessandro Lumi (foto Nucci)
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L'assessore al bilancio Alessandro Lumi (foto Nucci)

Montecatini, l’assessore Lumi: «Allo studio regolamento che consentirà di rientrare con meno difficoltà dal debito contratto»

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MONTECATINI. I (quasi) 12 milioni di euro di tributi locali non incassati dal Comune (e dei quali avevamo parlato a settembre) continuano a scendere verso valle, travolgendo qualsiasi possibilità di nuovi investimenti e, come una slavina, aumentando di volume man mano che procedono lungo il percorso. Tanto che, oggi, hanno già passato la barriera dei 13 milioni e la corsa non accenna a rallentare. Si tratta di un’evasione monstre da parte di tanti cittadini che riguarda Imu e i vari tributi declinati con la “T” (Tasi, Tarsu, Tari e Tares, a seconda del periodo). . ANCORA DI SALVATAGGIO Vero è che si tratta di un importo che non va in maniera semplicistica classificato come un buco nei conti dell’ente, in quanto in gran parte coperto dagli accantonamenti di legge al fondo crediti di dubbia esigibilità. Ma certo è che l’effettivo incasso di queste somme libererebbe corrispondenti risorse da spendere nei servizi pubblici, oltre a dare la possibilità ridurre le imposte alla collettività. E invece si dovrà – come sempre – ricorrere quasi esclusivamente alle entrate correnti con un conseguente bilancio ridotto ai minimi termini.

LE CIFRE DELL’EVASIONE

I numeri che andremo a elencare sono la somma relativa all’ultimo decennio. È l’Imu non pagata per le seconde case la voce più rilevante: siamo a circa 4,9 milioni di euro. Segue la Tares (fino al 2013) poi Tari, l’imposta sui rifiuti: vale oltre 2,3 milioni. Non è di poco conto neppure l’Ici, la vecchia Imu sugli immobili, in vigore fino al 2012. Siamo nell’ordine di 1,9 milioni. C’è poi la tassa di soggiorno, che gli albergatori dovrebbero incassare e girare al Comune: qui l’evasione è di oltre 1,6 milioni. Cifra minore (ma sempre sostanziosa) riguarda l’evasione della Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani), che arriva a quasi 900mila euro. Chiudono la “classifica” la Tasi con 177mila euro e l’addizionale ex Eca sulla Tarsu (73mila euro). Un capitolo a parte riguarda le sanzioni per le violazioni al codice della strada: si tratta di altri centinaia di migliaia di euro. In totale, come detto, si passano i 13 milioni ed è – purtroppo - una stima prudenziale. «A ottobre e novembre – dice l’assessore al bilancio Alessandro Lumi – sono stati spediti 2mila avvisi di accertamento per Imu e tassa sui rifiuti. I cittadini hanno 60 giorni per pagare e ancora non sappiamo quanto sarà l’importo effettivo che entrerà nelle casse comunali».

POSSIBILI RIMEDI

Al di là dello scontato inasprimento dei controlli (la normativa consentirebbe agli enti locali di subordinare il rilascio e i rinnovi di licenze, autorizzazioni e concessioni ad attività commerciali o produttive, alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi), l’ultima legge nazionale di bilancio ha introdotto alcune novità, sul fronte della lotta all’evasione. Per esempio gli accertamenti per i tributi locali sono parificati a quelli fatti dall’Agenzia per le entrate: questo significa che si possono attivare azioni esecutive senza dover attendere i tre anni di iscrizione al ruolo. Allo studio c’è poi uno specifico regolamento che consentirà di rientrare con meno difficoltà dal debito contratto, attraverso un accesso più facile alle rateizzazioni. «Cercheremo inoltre – dice Lumi – di frazionare la tassa sui rifiuti e di abbattere i termini per eseguire gli accertamenti: se chiedo al contribuente di pagare dopo cinque anni è più difficile ottenere un risultato rispetto a chiederglielo dopo uno o due. E per un approccio più diretto con il cittadino ci rivolgeremo a un’agenzia di riscossione privata».

bassa VELOCITà

Inutile ricordare che meno entrate significa anche meno servizi. «Possiamo far viaggiare la nostra macchina – spiega Lumi – solo al minimo: al di là di scuole, stipendi, utenze, sociale e polizia municipale resta poco. Per gli investimenti sono previsti solo 300mila euro». Cifre che confluiranno nel bilancio che, tra un ulteriore taglio alle spese e qualche aumento alle entrate, dovrebbe andare in approvazione a marzo. —

David Meccoli
 

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