Sicurezza
Forza Italia perde pezzi in consiglio: Gabbani e Guelfi formano il gruppo misto
Non si ricuce lo strappo con il partito. «Continueremo a sostenere dall’esterno la maggioranza di centrodestra di Montecatini»
MONTECATINI. «Ho preso questa decisione con la morte nel cuore, dopo 17 anni di militanza in Forza Italia. Mi dispiace soprattutto a livello umano per chi mi ha votato sin dalla prima legislatura con Severi. Ma non potevo andare avanti con persone che hanno una visione della città diversa dalla mia». Così Andrea Gabbani, seduto accanto a Nicola Guelfi su una poltroncina della hall dell’hotel Nizza et Suisse, venerdì mattina, 10 gennaio, ha ufficializzato davanti ai cronisti lo “strappo” dei due consiglieri comunali azzurri.
Il finale era praticamente già annunciato da settimane, ma c’è voluto l’ultimo faccia a faccia con i coordinatori comunale e provinciale del partito per certificare che ogni tentativo di ricomposizione era ormai impossibile. I due consiglieri dunque hanno deciso di andare per la loro strada e di costituire un gruppo misto, pur annunciando di voler continuare ad appoggiare la giunta Baroncini di centrodestra, ma dall’esterno.
E così di punto in bianco Forza Italia si è trovata ad avere un solo rappresentante nel “parlamentino” cittadino: Giovanni Spadoni (che peraltro è anche il presidente dell’assemblea). Oltre ad un unico assessore in giunta: la vicesindaco Francesca Greco.
«Forza Italia – ha spiegato Gabbani – non ha fatto valere l’ottimo risultato elettorale. E non c’è stato da parte della giunta quel cambio di passo che il partito si auspicava. Non si vedono progettualità né sulle terme, né sulla città. Il bilancio è fatto dagli uffici e con solo 100mila euro per gli investimenti. Come si fa, ad esempio, a pensare a un taglio della Tari quando si decide di introdurre il sistema di raccolta “ibrido”, che per esperienza comporta un aumento della tassa del 15-20%? Noi non siamo qui a chiedere posti, siamo per terminare questo mandato in consiglio comunale restando in maggioranza, ma con spirito critico e propositivo voteremo gli atti secondo coscienza».
«Io e Nicola – prosegue – siamo due persone diverse: lui albergatore di “sopraverga”, io invece provengo dal “sottoverga”. Noi non abbiamo mai chiesto, né lo faremo, incarichi. Ci ripromettiamo di spronare l’amministrazione votando per il bene della città».
«Come ci battezzeremo? Gruppo Bagnaioli», sorride Gabbani.
Poi è il turno di Guelfi. «Abbiamo vinto le elezioni – esordisce – facendo promesse che sono andate in parte disattese. Nel mio settore, quello turistico, siamo fermi. Avremmo voluto una programmazione a lungo termine degli eventi per migliorare quello di buono che era stato fatto dall’amministrazione precedente. E mi riferisco a Fimba o a Special Olympics. Io personalmente a loro avevo imputato di non essere stati capaci di creare un evento ripetibile che si identificasse con Montecatini. Ma noi in 7 mesi abbiamo assistito a un Natale turisticamente negativo e a quasi nulla di programmato per il 2020. Io prima di rimettere la delega a novembre avevo presentato proposte per 5 eventi allo scopo di dare un’immagine nuova alla città nei periodi di aprile, maggio, Natale. E in due mesi cosa è stato deciso? Non c’è nulla nel calendario degli eventi al di fuori dei soliti tornei giovanili. Spero che in breve tempo potremo assistere a un cambio di marcia. Noi resteremo a vigilare».
I due ex consiglieri azzurri hanno rilasciato anche un comunicato in cui, tra le altre cose, si imputa all’amministrazione di procedere «con interventi di piccolo cabotaggio, senza una visione programmatica di lungo periodo. Il Comune è ancora gestito dalla macchina interna, con la latitanza degli incaricati di giunta. Alcuni in particolare. Noi abbiamo sollecitato il sindaco sulla necessità di sviluppare un’azione amministrativa efficace. Abbiamo promosso incontri, attendendo a lungo una spinta, sperando di poter constatare tangibili progressi. Non ci sono modifiche regolamentari in materia di impresa, non ci sono pianificazione del territorio né incentivazioni per cittadini già oberati da una tassazione ossessiva. Esiste solo il bieco completamento di alcuni progetti della precedente amministrazione, per lo più gestito in modo non eccellente». —
A.G.
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