Finanza
Overdose, arrestati i venditori di morte
In manette tre nigeriani che vivevano ad Altopascio: secondo gli inquirenti hanno ceduto la dose fatale a un cinquantenne
pescia. Un’operazione congiunta tra polizia e carabinieri ha portato all’arresto di tre spacciatori nigeriani, accusati anche della morte di un tossicodipendente di 51 anni, avvenuta a Montecatini nel mese di agosto, in conseguenza di altro reato, cioè per l’appunto lo spaccio di eroina.
I poliziotti del Commissariato di Pescia e i militari del Nucleo operativo della Compagnia dei carabinieri di Montecatini hanno dato esecuzione alle misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Pistoia a carico di tre nigeriani che si sono resi responsabili dei reati di spaccio di eroina e della morte del tossicodipendente, stroncato da un’overdose.
L’attività di polizia giudiziaria coordinata dal sostituto procuratore Claudio Curreli è iniziata nei mesi di agosto e settembre scorsi quando i poliziotti di Pescia hanno arrestato uno spacciatore nigeriano e ne hanno denunciati altri due. In particolare l’attività di spaccio riguardava le stazioni ferroviarie di Pescia e Montecatini, pertanto, dopo alcuni servizi di osservazione è stato accertato che lo spaccio avveniva già nelle prime ore del mattino da parte dei tre extracomunitari, i quali salivano sul treno ad Altopascio e sempre rimanendo a bordo, una volta arrivati nella stazione di Pescia vendevano lo stupefacente a tossicodipendenti, per poi proseguire la corsa verso le stazioni di Buggiano e Montecatini.
L’intervento dei poliziotti del Commissariato di Pescia ha consentito di fermare i tre extracomunitari, di 24, 21 e 23 anni, di cui non sono stati resi noti i nomi, richiedenti asilo e senza fissa dimora. Si stima che tra luglio e agosto abbiano venduto non meno di 300 dosi di eroina.
Gli arresti dei tre nigeriani sono avvenuti tra novembre e il 31 dicembre e sono stati resi noti ieri. I tre arrestati vivevano ad Altopascio, ma non hanno voluto dire esattamente dove. Secondo quanto accertato dalla polizia, i tre spacciavano sempre insieme ed è per questo che al momento devono rispondere tutti e tre della morte del tossicodipendente in conseguenza di altro reato.
La svolta nelle indagini è arrivata quando i carabinieri della Compagnia di Montecatini, che indagavano sulla morte del tossicodipendente, appreso degli arresti eseguiti a settembre dalla polizia, hanno chiamato i colleghi per capire se per caso sui telefoni cellulari dei tre nigeriani fosse presente il numero della vittima. Analizzando il telefono del cinquantunenne, infatti, avevano visto numerose chiamate a un paio di utenze, ma non era stato possibile capire a chi fossero realmente intestati i numeri. La risposta della polizia è stata quella che si aspettavano: su due telefoni cellulari in uso ai tre spacciatori nigeriani c’erano le chiamate del cinquantunenne poi morto per overdose, compresa l’ultima, quella fatta prima di acquistare la dose fatale. —
Paolo Nencioni
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