Il Tirreno

Montecatini

«Salviamo le Terme, ma anche gli hotel». Nel 2020 diversi alberghi non riapriranno

David Meccoli
Gianfranco Guelfi durante la marcia dei montecatinesi ad Ascoli, il 25 gennaio 2006, con manifestazione sotto la sede della Vitawell, per chiedere la riconsegna della gestione delle Terme di Montecatini.
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Gianfranco Guelfi durante la marcia dei montecatinesi ad Ascoli, il 25 gennaio 2006, con manifestazione sotto la sede della Vitawell, per chiedere la riconsegna della gestione delle Terme di Montecatini.

L’ex presidente dell’Intersindacale di Montecatini, Gianfranco Guelfi, chiede di non aumentare le tasse e una moratoria sui tributi locali 

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MONTECATINI. «Giusto preoccuparsi di tutelare i posti di lavoro alle Terme, ma la stessa attenzione non è stata riservata finora alle centinaia di dipendenti che hanno perso l’impiego nelle aziende alberghiere». A parlare è uno storico albergatore, Gianfranco Guelfi, per una decina d’anni vicepresidente dell’Apam (poi passato in Assohotel), titolare con il figlio Nicola (consigliere comunale) del Giglio (viale Bicchierai) e del Nizza et Suisse (viale Verdi). Guelfi è stato anche presidente dell’Intersindacale ai tempi della “reconquista” delle Terme, tornate alla città dopo la sfortunata parentesi ascolana. E proprio nella città marchigiana lo ricordiamo alla testa della delegazione partita da Montecatini per manifestare sotto la sede di Vitawell nel gennaio del 2006. 

E di manifestazione, stavolta nella più vicina Firenze, si è sentito parlare nei giorni scorsi con l’obiettivo di sollecitare la Regione a una maggiore attenzione nei confronti delle “nostre” Terme. «Giusto farlo – dice Guelfi – e sono pronto a partecipare in difesa sia dei lavoratori che del patrimonio termale. Quello che non capisco è però il motivo del generale disinteresse nei confronti delle centinaia di persone che hanno perso il posto di lavoro a causa della situazione di estrema crisi che stanno vivendo gli alberghi di Montecatini».

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Guelfi parla di «chiusure quasi giornaliere» nel corso del 2019 (tra viale Bicchierai, via Cavallotti e zona Sant’Antonio) e di «previsioni ancora più nere per il 2020, quando almeno 4 o 5 hotel non riapriranno i battenti».

L’amministrazione comunale potrebbe aiutare, secondo Guelfi, le attività produttive. «E invece – dice – sento parlare di aumento della tassa di soggiorno e della tassa sui rifiuti: indice di non grande lungimiranza, visto che c’è il rischio di riscuotere sempre meno perché sempre più alberghi chiuderanno».

Invece il Comune potrebbe, per l’albergatore, diminuire l’Ires di sua competenza, lasciare inalterate le varie tariffe e prevedere una moratoria sui tributi locali. Quindi, conclude Guelfi, «basta parlare solo di Terme e non invece di tutte le forze produttive cittadine: evitare il fallimento dell’azienda di viale Verdi sarebbe infatti inutile se poi intorno resta il deserto. Andiamo a Firenze non per parlare però solo di Terme, ma di tutta l’economia cittadina».

 

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