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Montecatini

il caso 

Continua la protesta contro il senso unico in via del Salsero

Roberto Grazzini
La protesta contro il senso unico in via del Salsero (foto Nucci)
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La protesta contro il senso unico in via del Salsero (foto Nucci)

Montecatini, neppure la recente petizione da consegnare nelle mani del primo cittadino Luca Baroncini con le 173 firme di chi abita o lavora in quella parte della zona sud della città delle Terme, tutte corredate da dati anagrafici raccolti in maniera certosina, ha sortito effetto alcuno

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MONTECATINI. Il conto alla rovescia, fissato alla mezzanotte del 31 dicembre scorso è terminato e l’amministrazione comunale non è certo tornata indietro sulle proprie decisioni. . Via del Salsero, dopo i quattro mesi previsti di sperimentazione, resta, ed a questo punto, resterà a senso unico. Dunque, nessun ripensamento, nessun passo indietro, a differenza delle precedenti circostanze (ben tre) in cui le passate amministrazioni negli anni scorsi avevano adottato tale provvedimento decidendo poi di cambiare idea.

Neppure la recente petizione da consegnare nelle mani del primo cittadino Luca Baroncini con le 173 firme di chi abita o lavora in quella parte della zona sud della città delle Terme, tutte corredate da dati anagrafici raccolti in maniera certosina, ha sortito effetto alcuno.

Un documento in cui fra l’altro si evidenziava un calo del 30 per cento del fatturato delle maggiori attività commerciali quali il distributore e relativo lavaggio della Q8, la tabaccheria di Fabio Caponi, il Roxy Bar di Zhu Zhanwu, il negozio “Buoni come il pane” e via discorrendo. Senza contare, come specificava sempre il testo, il notevole aumento del traffico nelle strade limitrofe a via del Salsero, segnalato da molti residenti, specialmente in via Bixio, unito alla velocità più elevata delle auto, all’inquinamento acustico e alla sosta selvaggia su ambo i lati della strada.

Ma se dal palazzo di viale Verdi, le proteste sembrano inascoltate e la presa di posizione iniziale rimane decisamente immutata, la gente del “Sottoverga”, allenata dalle vicissitudini passate e superate, non molla di certo e studia altre forme di civile protesta.

Lo dimostrano in maniera palese gli slogan scritti sulle lenzuola che tappezzano l’area al centro della polemica, appese e ben visibili nei punti strategici.

Frasi inequivocabili come “Fateci lavorare”, “Ridateci il doppio senso”, “No, no e no al senso unico”.

Dunque, l’estenuante braccio di ferro prosegue. E nessuno pare intenzionato a cedere. Da nessuna delle due parti.

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