Toscana
La Misericordia di Pieve sempre al servizio del paese
Fondata agli inizi del Novecento, oggi conta 120 volontari impegnati nei servizi Il presidente Maccioni: «Ci siamo impegnati per costruire la Casa della Salute»
PIEVE A NIEVOLE. «Negli ultimi vent’anni, grazie all’impegno della Misericordia di Pieve a Nievole, sono stati costruiti due immobili importanti: la sede di via Donatori del sangue e, poco più in là, anche la Casa della salute. Per accentrare, in un unico luogo, tutti i servizi sociosanitari». Al presidente Bruno Maccioni, quando parla della “sua” associazione – iscritta al concorso del “Tirreno” dedicato al terzo settore – gli occhi si riempiono di orgoglio. Proprio come a un padre che parla dei suoi figli. Perché d’altronde per lui – alla guida della Misericordia pievarina ormai da molti anni – quella è un po’la sua seconda famiglia. L’associazione, fondata all’inizio del Novecento da un gruppo di persone volenterose, è diventata nel tempo un punto fermo per l’intera comunità. Oggi conta circa 120 volontari impegnati, ogni giorno, nei diversi servizi che l’associazione offre: dal servizio infermieristico fino a quello ambulatoriale medico specialistico, offrendo, al tempo stesso, la possibilità ai giovani di svolgere il servizio civile e a tutti, più in generale, di fare volontariato.
Il suo consiglio direttivo, oltre che dal presidente, è formato dal suo vice Marco Di Vita, dal provveditore Claudio Casci e da otto consiglieri: Vincenzo Pontenani, Andrea Mugnai, Michele Ciani, Giovanni Casile, Giovanni Luca Allegro, Andrea Bonaguidi, Fabio Ceccherini e Luigi Gallazzi.
«All’incirca sette anni fa – racconta il presidente Maccioni – ci siamo resi conto che mancava una struttura in cui accentrare tutti i servizi. Così abbiamo intrapreso un percorso importante, impegnandoci soprattutto dal punto di vista economico per la costruzione dell’immobile dove, nel 2017, è stata inaugurata la nuova Casa della Salute pievarina».
E poi ci sono loro: i volontari. «Non è più come una volta – racconta il direttore dei servizi della Misericordia di Pieve a Nievole, Claudio Munari – oggi, infatti, la figura del volontario è sempre più carica di responsabilità. Questa è una grande famiglia: il più giovane ha 15 anni e il più anziano 80. I ragazzi hanno la forza e la volontà di imparare e seguire i consigli; i più grandi, invece, mettono al servizio della comunità la loro esperienza e pure la saggezza. Siamo una realtà ben assortita».
Ed è quello che raccontano anche i volontari che, quotidianamente, mettono il proprio tempo libero al servizio degli altri. «Ho cominciato a fare volontariato quando avevo 16 anni – racconta Ilaria Perone, 33 anni – mia madre stava male, all’epoca. Vedevo questi ragazzi, con le loro divise, entrare e uscire da casa mia. Si prendevano cura di lei, l’accompagnavano alle sedute di riabilitazione. Ho pensato di mettermi in gioco anch’io».
Sulla stessa linea d’onda Arianna Rusconi, 42 anni. «Sono qui alla Misericordia dal 2001 perché volevo fare qualcosa di concreto per il mio paese», dice. Così la pensa anche Franco Ferretti, 67 anni. «Ho iniziato a fare volontariato 45 anni fa – racconta – Poi per qualche anno sono stato costretto a sospendere, per via del lavoro. Ma ora che sono pensionato, il mio tempo agli altri lo dedico molto volentieri. Qui offriamo un rimedio, tra le altre cose, alla solitudine, soprattutto alle persone anziane». Infine Gianluca Allegro, 29 anni. «Sono qui da una decina d’anni – conclude – ho trascorso tante serate aiutando gli altri. Una grande soddisfazione». –
Martina Trivigno
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