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Censura dell’Asl al dottor Giuseppe Fiore per le critiche alla politica sanitaria di Rossi

Maria Salerno
Censura dell’Asl al dottor Giuseppe Fiore per le critiche alla politica sanitaria di Rossi

Il caso risale a luglio ma è stato raccontato solo adesso. Solidarietà dei consiglieri regionali della Lega al loro iscritto

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PESCIA. Un altro medico sanzionato dalla Asl per un post su Facebook. Si tratta di Giuseppe Fiore, medico diabetologo dell’ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia, e dal 2015 responsabile provinciale sanità per Pistoia della Lega. Fiore, da più di venti anni impegnato in politica, e conosciuto anche dai vertici Asl per le sue battaglie, è stato sottoposto al giudizio del consiglio di disciplina per un post apparso sul suo profilo Facebook lo scorso 3 luglio, in cui criticava ironicamente le scelte di politica sanitaria del governatore Rossi.

“Rossi è un furbone – aveva scritto Fiore nel post incriminato – proprio lui che sgoverna la sanità toscana da 20 anni, sospetta una privatizzazione dopo avere sfondato i bilanci per ospedali in leasing, opere murarie, acquisto farmaci, dispositivi medicali e servizi, adesso assume medici non specializzati, li paga molto meno (creando precari e deflazionando il lavoro), poi prevede un percorso pluriennale per farli specializzare a patto che rimangano a lavorare per lui. Un’ottima arma di ricatto”.

Il 4 luglio il post è stato segnalato al direttore generale della Asl Paolo Morello Marchese dalla responsabile dell’ufficio stampa Daniela Ponticelli, seguiva la citazione in giudizio per la quale, dopo essere stato ascoltato, il dottor Fiore è stato sanzionato con la censura scritta.

«Quando il dottor Fiore ci raccontò della sua disavventura, pensammo in buona fede che fosse un caso isolato. Ma – spiegano i consiglieri regionali della Lega, Jacopo Alberti e Luciana Bartolini – dopo aver letto la storia del dottor Fausto Trivella a Lucca, al quale va tutta la nostra solidarietà, abbiamo capito che quello di Fiore, invece, non era affatto un caso: a Fiore è accaduta la stessa cosa, nonostante non abbia, nel post, criticato l’ospedale per il quale lavora da anni, ma la politica di governo della sanità regionale. Ci sembra che negli uffici dell’azienda si perda un po’ troppo tempo a controllare i profili Facebook invece di lavorare seriamente per risolvere i veri problemi della sanità. E ci pare assurdo che un medico, il quale non ha mai nascosto il suo impegno politico, venga punito per aver espresso una critica».

«Nella mia “condanna” – dice il dottor Fiore – mi si contesta di aver pubblicato il post senza firmare in quanto responsabile provinciale della Lega a Pistoia. Quindi mi si individua come “libero cittadino” ma mi si giudica come dipendente della Asl. Un paradosso, soprattutto perché già in passato avevo avuto modo di scontrarmi, politicamente e anche duramente, con i vertici aziendali, quindi tutti sanno chi sono, quali preferenze ho e che ruolo ricopro. Far finta di giudicarmi come “libero cittadino” è solo un modo per attaccarmi politicamente e cercare di farmi smettere di dire come la penso. Ma questo non accadrà. Ho deciso di denunciare quanto accadutomi dopo aver saputo del dottor Trivella, per smascherare quello che è un sistema di controllo applicato ai dipendenti della Asl: vietato criticare la politica sanitaria regionale, pena la censura o, come nel caso di Trivella, addirittura la sospensione».

Nonostante il parere del suo legale Claudio Del Rosso di procedere in opposizione alla sentenza (essendo Fiore rappresentante politico, oltre a non essere le dichiarazioni dello stesso in alcun modo lesive dell’onore e del decoro aziendale) il medico ha preferito rinunciare, in quanto l’unico tribunale deputato a formulare un giudizio è quello del lavoro.

«Tra 10 mesi andrò in pensione – dice Fiore – per ottenere un responso sarebbero passati anni. Per questo ho ritenuto di non procedere». –

Maria Salerno

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