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Massimo Boni fa il pompiere «Non è tempo di verifiche»

Massimo Boni fa il pompiere «Non è tempo di verifiche»

Il coordinatore provinciale  degli azzurri ribadisce la fedeltà alla maggioranza mentre l’avvocato Del Rosso smentisce di essere iscritto al partito 

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MONTECATINI . Arriva da Massimo Boni, coordinatore provinciale di Forza Italia, l’unica reazione ufficiale del partito all’articolo pubblicato ieri sul Tirreno in cui si dava conto delle richieste di due consiglieri comunali azzurri, Nicola Guelfi e Andrea Gabbani, di un rimpasto in giunta entro il 6 gennaio, per scongiurare la loro uscita dal gruppo.

«Voglio ribadire – scrive Boni – la fedeltà alla maggioranza e che le verifiche circa l'attività dell'amministrazione comunale vanno fatte all'interno dei partiti. E in questo momento per Forza Italia ci sono scadenze più importanti, quali le elezioni regionali».

Insomma, secondo Boni «ci si può confrontare sull’attuazione del programma e sul lavoro della giunta, dando ovviamente il tempo all’esecutivo di lavorare (considerato che si è insediato da pochi mesi), ma non su problemi personali». Boni conclude l’intervento augurandosi che l’articolo non sia frutto di «dichiarazioni rese dagli interessati, o di qualche discorso fatto fra amici al bar».

Per il coordinamento provinciale del partito, dunque, non ci sarebbe alcuna intenzione di fare “tagliandi” alla peraltro troppo giovane giunta Baroncini, rinviando eventuali riflessioni a dopo le prossime elezioni regionali. Da notare, inoltre, che nel comunicato nessuno accenno si fa al fatto che i due consiglieri abbiano o meno presentato l’aut aut agli organismi dirigenti del partito. Che, a livello locale, ufficialmente non interviene, salvo alcuni post sulle pagine Facebook in cui soprattutto si attacca il giornalista accusandolo in sostanza di aver costruito un teorema.

Tra questi, rendiamo conto della smentita dell’avvocato Claudio Del Rosso che afferma di essere estraneo alla politica cittadina e non iscritto a Forza Italia. «L’aver pubblicato questa falsità – afferma – mi danneggia come professionista, perché ho scelto di non essere iscritto a un partito e diversi clienti mi hanno chiamato per chiedermi spiegazioni». Per questa inesattezza chiediamo dunque scusa all’avvocato Del Rosso e ai lettori. —

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