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Pubblica assistenza di Borgo «Da noi tutti volontari Doc»

Martina Trivigno
Pubblica assistenza di Borgo «Da noi tutti volontari Doc»

Il responsabile dei servizi, Roberto Betti, sottolinea che tra i 170 operatori non ci sono dipendenti. «Da oltre 40 anni siamo al servizio della popolazione»

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BUGGIANO. Roberto Betti, responsabile dei servizi della Pubblica assistenza di Borgo a Buggiano, ci tiene a sottolineare che lì, nell’associazione (iscritta al concorso del Tirreno “Vota l’associazione del cuore”) con sede in via Martiri del 16 marzo 1978, non ci sono dipendenti ma soltanto volontari.

Circa 170 che, suddivisi su più turni e anche grazie alla decina di mezzi a loro disposizione, portano avanti i servizi messi in campo dalla Pubblica assistenza. L’entusiasmo non manca e neppure la voglia di aiutare il prossimo. È con questo spirito che, ogni giorno, i volontari si incontrano con costanza e determinazione. Sanno che sempre più persone hanno bisogno del loro sostegno e tanto basta a far loro indossare le divise colorate della Pubblica assistenza di Borgo a Buggiano.

Alla guida di questo gruppo c’è il presidente Brunero Bruni con il suo vice Antonio Disperati. Ma non sono da soli: con loro, l’amministratore Roberto Saracino, il cassiere Marco Ieri, il segretario Marco Carrara e il responsabile degli automezzi, Marco Pieri. Chi cura i rapporti con i volontari è Antonio Di Miele e chi si occupa della sanità, invece, è Fausto Nucci. Infine i sindaci revisori: Sabrina Giovannini, Francesco Michelotti e Roberto Beducci.

E sono tanti, tantissimi, i servizi che la Pubblica assistenza di Borgo a Buggiano, in questi anni, sta realizzando. «Da oltre 40 anni siamo al servizio della popolazione – spiega Betti – garantendo molti servizi. Il primo di questi è quello dell’emergenza sanitaria 118, svolto durante tutto l’anno in base a un calendario stilato mensilmente con le altre associazioni della nostra zona operativa (Borgo a Buggiano, Chiesina Uzzanese, Uzzano, Ponte Buggianese). E riusciamo a garantire, ogni mese, 15 turni di 12 ore ciascuno».

A questo, poi, bisogna aggiungere i trasporti ordinari, i trasferimenti con o senza medico a bordo, i servizi sociali e la protezione civile. E ancora: l’assistenza sanitaria a manifestazioni sportive e culturali, il punto di primo soccorso medico, il punto di analisi cliniche, il punto iniezioni, gli ambulatori medici e il noleggio degli apparecchi sanitari (come stampelle e sedie a rotelle). E l’anima dell’associazione – come sottolinea il responsabile dei servizi Roberto Betti – sono proprio loro: i volontari. «Faccio volontariato da una decina d’anni – racconta Franca Monari, 64 anni – mio padre, Angelo, era tra i fondatori della Pubblica assistenza di Borgo a Buggiano. È stato lui a trasmettermi il valore di aiutare gli altri, stando sempre dalla parte dei più deboli. Così è successo per caso: mi hanno coinvolta e sono molto felice di essermi avvicinata anch’io a questa bella realtà. Siamo un bel gruppo, unito e affiatato. Per noi volontari è normale incontrarci qui e trascorrere il nostro tempo insieme».

La pensa così anche Eleonora Cortopassi, 48 anni: «Ho cominciato proprio come tanti di noi, volevo dare una mano alle persone che stanno peggio di me. Facendo volontariato, mi sono resa conto che i modi per aiutare il prossimo sono moltissimi: a volte basta anche una semplice parola di sostegno o di incoraggiamento. Sono felice di dedicare i miei spazi di tempo libero all’associazione: ho imparato moltissimo e in questi anni, grazie alla Pubblica assistenza, ho imparato a stare con gli altri». –

Martina Trivigno

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