Il Tirreno

Montecatini

Larciano abbraccia il suo chef: Enrico Bartolini torna a casa

Martina Trivigno
Lo chef Bartolini con la sindaca Lisa Amidei
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Lo chef Bartolini con la sindaca Lisa Amidei

Ricevimento ufficiale in sala del consiglio per il cuoco pluristellato da Michelin. E lui ricorda le giornate di pesca al lago di Francone e la focaccia del Failli

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LARCIANO. Un grande abbraccio. Il più caldo di tutti. Quello che arriva da chi lo conosce e gli vuole bene. Il tempo lo ha separato dai suoi affetti, è vero. Si sono messe di mezzo, d’altronde, le infinite strade della vita. Le molteplici possibilità che, quando aveva solo 18 anni, hanno portato l’oggi quarantenne e pluristellato chef Enrico Bartolini lontano dalla “sua” Larciano. Aveva soltanto 18 anni, sì, e in tasca un diploma dell’Istituto alberghiero “Ferdinando Martini” di Montecatini. E un biglietto aereo per Londra. I sogni, poi, non sono mai mancati. E neppure la voglia di arrivare. 
 
Chef Bartolini, ieri, è stato accolto da una folla nella sala consiliare “Antonio Pappalardo”. Familiari, amici e conoscenti hanno voluto celebrarlo per quel risultato che lo ha reso, di fatto, il cuoco più “stellato” d’Italia: ci sono ben 8 stelle sul suo palmares, che gli sono state assegnate da una delle guide gastronomiche più influenti: la Michelin. Che lo ha collocato nell’Olimpo della cucina. 
 
«Per noi è un orgoglio – commenta la sindaca Lisa Amidei che, con la sua amministrazione, ha organizzato l’incontro in Comune – sapere che un larcianese ha raggiunto la vetta del successo grazie alla sua grande passione per l’arte culinaria e, soprattutto, all’umiltà».
 
Il cuoco è seduto sullo scranno centrale e comincia a parlare. Ricorda quando giocava a calcio nella squadra del Castelmartini, sognando di diventare un giocatore importante. «In un’altra disciplina, ma sei diventato comunque un grande» , gridano gli amici dal pubblico. 
 
«Ricordo quando, da piccoli, andavamo a pescare al lago di Francone – racconta lo chef in un salto nel passato – e mangiavamo le caramelle gommose al bar Gabry e la focaccia del Failli. Tempi spensierati che porto sempre con me». E un pezzo della “sua” Larciano, chef Enrico Bartolini ha voluto portarlo anche nel suo ristorante al Mudec di Milano: quello che ha conquistato, quest’anno, tre stelle Michelin. Un’impresa straordinaria se consideriamo che mancavano, nella capitale mondiale della moda, da un quarto di secolo.
 
«Come aperitivo di benvenuto, prepariamo un panino al vapore che si strappa e si tuffa nell’olio del Montalbano. L’olio, infatti, è quello del dottor Andrea Pieraccini», dice lo chef, sorridendo. Tra le tante persone che ieri hanno affollato la sala consiliare di Larciano ci sono anche il fratello gabriele e la mamma, Marusca Turini. Lei lo guarda con gli occhi pieni d’orgoglio, mentre il figlio racconta gli anni della sua vita e la scalata verso il successo. «Sono proprio come tutte le madri – racconta – Enrico resta sempre il mio “bambino”. Non ho mai avuto passione per la cucina, ma a lui è sempre piaciuto e io l’ho sempre assecondato. Quando era piccolo, Enrico invitava gli amici a casa e, insieme, preparavano delle ricette. Passavano il tempo così». 
 
Seduto tra il pubblico, c’è pure il professor Maurizio Torrigiani. Lui insegna ancora cucina all’alberghiero ed Enrico Bartolini se lo ricorda bene. «Rispetto ai suoi coetanei – dice il docente – era un ragazzo motivato, serio e concentrato su quello che voleva e sognava di fare. Si leggeva nei suoi occhi quella determinazione che lo ha portato lontano». Ancora qualche foto, poi un ultimo abbraccio prima di andare.

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