Gioco
Sindacati più cauti: prima hanno intenzione di incontrare l’azienda
MONTECATINI. Ci potrebbero essere anche sindacati e dipendenti alla manifestazione in difesa delle Terme, proposta con un intervento sui social network da Stefano Pucci. Il condizionale deriva dal fatto che i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero prima verificare l’esito di un incontro (l’8 gennaio) con l’amministratore unico. All’ordine del giorno la disdetta unilaterale dei contratti integrativi.
Se la Uiltucs ha aderito alla manifestazione fiorentina senza riserve («La proposta è già stata portata all’assemblea dei lavoratori e ha incontrato qualche resistenza, ma se fosse partecipata da tutti i montecatinesi noi ci stiamo», dice Angela Bigheretti), Giovanni Bernicchi della Fisascat parla di «due cose distinte» (la manifestazione dei dipendenti e quella dei cittadini, ndr). E Alessandro Cartei (Filcams) preferirebbe rimandare la decisione a dopo l’8 gennaio per «verificare se è possibile aprire una trattativa con l’azienda».
Intanto oggi i lavoratori distribuiranno un volantino in città per spiegare ai clienti delle Terme i motivi dello stato di agitazione e i disagi loro creati a causa del pacchetto di 8 ore di sciopero e di assemblee in atto (dopo quella di ieri ce ne saranno altre nei prossimi giorni). “Riteniamo – vi si legge – un atto grave la disdetta unilaterale da parte delle Terme dell’integrativo aziendale. Questo toglie ai lavoratori salario e diritti conquistati in questi anni, senza dimenticare che in passato i dipendenti si sono resi disponibili ad accettare riduzioni salariali per aiutare l’azienda in crisi”.
“La disdetta dell’integrativo – prosegue il testo – è stata annunciata senza aver presentato un piano di rilancio. Per questo ci scusiamo se ci sarà qualche disservizio, ma siamo in stato di agitazione sindacale perché per noi il sacrificio non lo devono fare sempre i lavoratori. No alla disdetta dell’integrativo, no alla riduzione del salario e dei diritti, sì alla contrattazione”. —
D.M.
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