Sicurezza
In scooter, in auto oppure col pullman: tutti sono d’accordo per l’esodo a Firenze
L’idea della grande manifestazione in Regione Toscana avanzata da Pucci ha riscosso consensi quasi unanimi
MONTECATINI. C’è chi a Firenze vorrebbe andarci in autostrada (molto lentamente…), chi in scooter percorrendo la viabilità ordinaria, chi in treno (scaglionando le partenze in maniera da occupare tutti i convogli). E chi – come lo stesso ideatore dell’iniziativa, l’albergatore ed ex assessore della prima giunta Bellandi, Stefano Pucci – vorrebbe riempire almeno 40 pullman.
La destinazione, comunque, è una sola, la sede della Regione, «per non far morire le Terme e far capire il nostro disagio». Una grande manifestazione, quindi, partecipata da almeno 2mila montecatinesi, che con un tam-tam sui social network sembrava quasi non aspettassero altro che un segnale da parte di una “voce importante” per ritrovare un’unità d’intenti che mancava da tanti anni, forse addirittura dalla “trasferta” ad Ascoli del 2006. Solo che allora si manifestava per dire “le Terme ai montecatinesi”, oggi invece lo si fa per chiedere un aiuto “esterno”, quello della Regione, per ricordare a Firenze che “ci siamo anche noi” e che – per dirla proprio alla fiorentina – “senza lilleri un si lallera”.
«Sicuramente non tutte le colpe di questa situazione sono della Regione, ma dobbiamo far capire il nostro disagio proprio in quella sede», aveva scritto Pucci.
Pronta la risposta di questa “chiamata alle armi” da parte di tanti cittadini, ma anche di chi, in città, ha un ruolo istituzionale. A cominciare dal sindaco: «Quello di Pucci – dice Luca Baroncini – è il grido disperato di tutta la città, che chiede alla Regione di essere ascoltata. Anch’io avevo nelle scorse settimane proposto di scendere in piazza, ora l’ha fatto Pucci e se dopo l’Epifania sarà organizzata la manifestazione, io ci sarò. Ma la vicenda Terme non ha colore politico, quindi chiedo di essere presenti anche alle forze d’opposizione per dire alla Regione di fare investimenti sul termalismo: da soli non ce la possiamo fare».
Ennio Rucco dice che il Pd parteciperà, ma anche che «la politica dovrebbe fare un passo indietro e lavorare di più nelle sedi opportune».
«Ho scritto a Stefano Pucci – dice Rucco – comprendendo l’esasperazione degli imprenditori per questa situazione di crisi. E ho scritto alla presidenza della Regione per sottolineare che lo sforzo che sta sostenendo l’assessore Federica Fratoni deve essere supportato. L’operazione progettata (la divisione della società in parte immobiliare e in parte gestionale, ndr) deve essere finanziata, altrimenti si rischia di far partire la nuova gestione con debiti insostenibili. Se si vuole portare tutto al Tettuccio anche in inverno, devono essere riqualificati i bagni, reso più fruibile il salone Portoghesi e fatte opere di manutenzione. Anche i milioni di euro portati in dote dalla nostra amministrazione con le operazioni Palazzina Regia e Unipol devono in parte andare in dote alla parte gestionale».
Pronte a fare la propria parte le associazioni. Per il presidente dell’Apam Carlo Bartolini «un progetto industriale non può prescindere da una buona gestione dell’azienda, indispensabile per essere appetibili verso imprenditori del settore».
«Abbiamo partecipato a tavoli e confronti – dice Bartolini – ma siamo preoccupati perché non troviamo nessuno che affronti la questione della gestione caratteristica, che parla di promozione, riorganizzazione dell’offerta e dell’azienda per renderla, fin dalla prossima stagione, capace di lavorare in modo imprenditoriale. Il nostro invito per il 2020 è quello che i soci, oltre a definire un vero progetto industriale in grado di risolvere i problemi finanziari e strutturali, siano in grado di programmare una sana gestione del quotidiano».
«Siamo pronti – dice Fabio Cenni, presidente Assohotel – ad appoggiare qualsiasi forma di protesta voglia organizzare la città nella sua completa espressione, senza che nessuno (né da parte della politica, né delle associazioni) ci metta il proprio cappello. Dobbiamo far capire l’urgenza di mettere in atto precisi interventi con l’obiettivo di tutelare l’azienda e di promuovere e rilanciarne l’attività caratteristica anche per la stagione 2020. Partiamo quindi tutti per Firenze in bus, in auto o anche in treno: noi ci saremo». —
David Meccoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google