Toscana
Tasse più basse a chi aprirà nuove attività commerciali
Nei prossimo consigli comunali saranno portati anche tre nuovi regolamenti. «Incentiviamo a investire nel nostro Comune»
I NOSTRI SOLDI
A Chiesina Uzzanese non si pagano le tasse per le nuove attività commerciali e per il recupero di immobili abbandonati. È il progetto che l’amministrazione comunale presenterà ai prossimi consigli comunali. Un premio alla produttività e un incentivo allo sviluppo del territorio, sia dal punto di vista commerciale sia urbano. In linea con quanto già delineato nel programma elettorale con cui la lista “Per Chiesina Uzzanese – di nuovo insieme” si era presentata alle scorse elezioni amministrative, verranno portati, nei prossimi consigli comunali, tre nuovi regolamenti. Il consiglio del 30 dicembre sarà anche l’occasione per presentare il bilancio di previsione del 2020 nel quale tutte le tariffe e le tasse rimarranno invariate.
«Incentivare il nuovo recuperando vecchi edifici e vecchie attività commerciali. Con questa idea presentiamo tre regolamenti diversi che hanno un unico filo conduttore: lo sviluppo del paese. Il nostro obiettivo è quello di dare un futuro diverso a Chiesina sia dal punto di vista commerciale sia per le famiglie che qui vogliono costruire la loro casa e il loro progetto di vita. Lo facciamo attraverso un processo di detassazione totale delle imposte comunali», afferma Fabio Berti sindaco di Chiesina Uzzanese.
«Incentivare i singoli individui e le famiglie a investire nel nostro comune è ciò che caratterizza la nostra politica – prosegue Berti – e significa andare loro incontro con una detassazione totale per i primi quattro anni di attività». Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, si tratta proprio di mettere mano a Imu, Tasi, Tari, Tosap e le altre imposte comunali. «Il primo regolamento che presenteremo prevede una detassazione completa delle imposteper coloro che si insediano in un fondo commerciale vuoto da più di 6 mesi. Il secondo regolamento – spiega il vice sindaco e assessore al bilancio Lorenzo Vignali – riguarda le famiglie o i singoli che decidono di recuperare e poi risiedere in un immobile abbandonato da più di 5 anni: anche per loro nessun tipo di imposta comunale sull’abitazione. Il terzo riguarda il recupero edilizio di abitazioni e fondi commerciali: se il recupero avviene in fondo vuoto da più di cinque anni lo sconto su gli oneri di urbanizzazione è del 75%, se lo è da più di dieci viene tolto il 100% degli oneri». –
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