Gioco
Tutti in silenzio col fiato sospeso in attesa che quel piccolo cuore tornasse a battere
Bambino caduto nel Pescia e strappato alla morte dal padre eroe: decisivo l’intervento di rianimazione dei socccoritori
ponte buggianese. Hanno ancora negli occhi quelle immagini scioccanti. Di quella piccola figura adagiata sull’erba dell’argine, circondata dai soccorritori, impegnati per lunghi interminabili minuti in una battaglia contro il tempo, per far ripartire quel piccolo cuore. E dopo che l’elicottero si è alzato in volo diretto all’ospedale pediatrico Meyer, nelle loro poche parole c’è spazio solo per la speranza. Nessuna voglia di raccontare. Si augurano solo che quel bambino, strappato dal padre dalle acque gelide del fiume, ce la faccia a sopravvivere.
Siamo a Ponte Buggianese, lungo il fiume Pescia, circa un chilometro a valle del centro del paese. A pochi passi dal Ponte alla Guardia. È fin lì che poco prima di mezzogiorno di ieri la corrente del corso d’acqua in piena ha trascinato padre e figlio: con il primo che, senza pensarci due volte, pur non sapendo nuotare, si è tuffato per salvare il suo bambino di sette anni, volato giù dall’argine con la bicicletta. Al momento dell’incidente, con il cielo che aveva iniziato ad aprirsi da poco, quel tratto di fiume circondato dai vivai era deserto, ma piano piano, richiamate dalle sirene e dal rombo dell’elisoccorso Pegaso, le persone hanno cominciato ad arrivare. Chiudendosi in un silenzio carico di angoscia man mano che si rendevano conto di quello a cui si trovavano di fronte. Soltanto dopo che il medico del 118 è riuscito a rianimare il bambino e che l’elicottero lo ha trasportato all’ospedale di Firenze, hanno appreso tutti i particolari di ciò che era avvenuto.
Ieri mattina, babbo, mamma e figlio – che vivono a Massa e Cozzile – avevano deciso di dedicarsi, come spesso amano fare, a una passeggiata in mountainbike. Ed è stato mentre percorrevano il largo argine del Pescia che è avvenuto l’incidente. Il padre ha visto il figlio, che si trovava davanti a lui, volare letteralmente nel Pescia, probabilmente dopo aver perso il controllo della sua bicicletta a causa di un avvallamento. L’uomo, pur non sapendo nuotare, si è tolto lo zaino e si è gettato immediatamente nell’acqua, che, a causa della piena in corso, ieri mattina in quel tratto raggiungeva almeno i tre metri di profondità. È stato il caschetto di polisterene espanso che il bambino indossava a mantenergli la testa fuori dall’acqua il tempo sufficiente affinché il babbo lo potesse raggiungere con qualche improvvisata bracciata. Per poi abbracciarlo e cercare di raggiungere la riva. Invano. I due sono stati trascinati a valle per alcune centinaia di metri prima che, richiamato dalle urla disperate della madre, un uomo che abita in una delle poche case della zona, lanciasse nel Pescia una corda e li tirasse in salvo. —
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