Il dolore
Terme, a gennaio scioperi per il taglio ai salari
Montecatini, all’inizio del mese i sindacati incontreranno l’amministratore unico: «Molto dipenderà dalle risposte che avremo»
MONTECATINI. Confermato lo stato di agitazione, con il pacchetto di ore di sciopero traslato a gennaio (prima i sindacati devono incontrarsi con l’amministratore unico) e una serie di assemblee da organizzarsi invece da qui alla fine dell’anno. Sono le decisioni emerse dall’assemblea dei dipendenti delle Terme, andata in scena ieri mattina alla presenza di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. I rappresentanti dei lavoratori hanno raccontato il “deludente” (a loro dire) incontro con la proprietà (Comune e Regione) dei giorni scorsi, dove è stata ribadita la necessità di tagliare gli integrativi. Una delusione arrivata non solo per non aver ottenuto alcuna apertura sul fronte stipendi, ma anche perché non sono stati comunicati i dettagli del piano di rilancio societario, che da mesi si sa che prevederà uno scorporo tra parte immobiliare e parte gestionale, ma che per il resto è tutto fermo in quanto subordinato a una ricontrattazione del debito con le banche.
Alcune informazioni al riguardo sono state date dall’assessore regionale al termalismo in un’intervista rilasciata al “Tirreno”. Federica Fratoni ha parlato di liquidazione delle Terme “controllata” e a tempo, per consentire una più agevole vendita degli immobili a garanzia non solo delle banche, ma anche dei soggetti privati con i quali i contatti per l’affidamento del ramo benessere non si sono mai interrotti. Il tutto all’interno di una cornice che vedrebbe la divisione della società in parte immobiliare (alleggerita di alcuni edifici non strategici, nei quali potrebbe rientrare anche lo stabilimento Excelsior) e parte gestionale (con Tettuccio e Redi almeno in una prima fase in mano ai soci pubblici).
Ma per ciò che riguarda l’immediato, tutte le richieste dei rappresentanti dei lavoratori sono state rispedite al mittente: sia il ritiro della disdetta dei contratti integrativi, sia la proroga di un mese per poter affrontare la questione in maniera più approfondita. Quindi, se non interverranno novità nelle prossime settimane, i dipendenti delle Terme (35 in totale quelli a tempo indeterminato, cui si aggiunge una cinquantina di stagionali) dal 1° febbraio troveranno in busta paga tra i 60 e i 100 euro in meno al mese, ma per alcune categorie (fisioterapisti) si arriverà anche a un taglio di 150-200 euro.
Ecco perché nell’incontro di ieri si è deciso da un lato di inasprire lo stato di agitazione (8 ore di sciopero, due delle quali già fatte durante il presidio davanti alla Palazzina Regia dei giorni scorsi, con l’aggiunta di altre ore da “sfruttare” in assemblee) e dall’altro di spostare temporalmente l’organizzazione delle iniziative.
«Dovendo ancora entrare nei dettagli esecutivi del taglio degli integrativi, abbiamo deciso di posticipare gli scioperi a dopo l’appuntamento di inizio gennaio con l’amministratore unico, a seconda delle risposte che avremo alle nostre istanze», dice Luisella Brotini (Filcams).
Lunedì, intanto, è in programma la distribuzione di un volantino che spiegherà le ragioni dei lavoratori, il cui sentimento è, a oggi, un misto di scoramento e rabbia per la situazione che si sta vivendo all’interno dell’azienda più importante del territorio.
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