Il dolore
Abusi sessuali sulla figlia undicenne dei vicini: a giudizio
L’uomo, 55 anni, residente in Valdinievole, è accusato di aver più volte baciato sulla bocca la bambina anche afferrandola per tenerla ferma
VALDINIEVOLE. A lungo i genitori non si erano resi conto del perché, all’improvviso, la bambina non volesse più andare a giocare con l’amichetta vicina di casa. Poi, la figlia, che allora aveva 11 anni, si era confidata con la sorella maggiore. E il motivo era stato scoperto: più volte il padre dell’amica l’aveva baciata sulla bocca prendendola alla sprovvista, e in due occasioni anche tenendola ferma per poterlo fare.. Ed è con queste accuse che, lunedì mattina, l’uomo (un 55enne residente in un comune della Valdinievole di cui non pubblichiamo le generalità per non rendere identificabile la giovanissima vittima) è stato rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare che si è svolta davanti al gup del tribunale di Pistoia. L’imputazione è di violenza sessuale pluriaggravata, reato per il quale è prevista una pena da 6 a 12 anni di reclusione, aumentata della metà se commesso su una persona che ha meno di 14 anni.
I fatti per i quali l’imputato dovrà comparire davanti al tribunale collegiale il prossimo aprile risalgono al luglio 2017. Era stato durante quel mese che avrebbe abusato della figlia dei suoi vicini, che era solita frequentare casa sua per giocare con la propria figlia, che aveva più o meno la stessa età. Solo alcune settimane dopo la bambina aveva confidato ciò che era avvenuto in quattro diverse occasioni quando si era ritrovata lì. In due, il padre dell’amichetta l’aveva colta di sorpresa, avvicinandosi a lei e con un gesto repentino l’aveva baciata sulla bocca prima che potesse accennare la benché minima reazione.
Le due volte successive, invece, visto che la bambina si teneva ormai sempre a debita distanza, aveva dovuto abbracciarla per tenerla ferma così da poterla baciare nuovamente. E da quel momento in poi, la piccola non ne aveva più voluto sapere di mettere piede in quella casa.
Poi, quando aveva confidato ciò che era avvenuto alla sorella maggiore, anche quest’ultima aveva ammesso di essere stata toccata in modo inappropriato da quell’uomo in una circostanza.
Fatto sta che, dopo che i genitori avevano sporto denuncia alla Squadra mobile della questura, erano scattate le indagini della procura, con tanto di incidente probatorio nel corso del quale, con l’assistenza di una psicologa, era stata raccolta la testimonianza della bambina. Quindi, la richiesta di rinvio a giudizio da parte del procuratore Giuseppe Grieco, accolta lunedì mattina dal giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci. —
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