Toscana
Incendio alla filatura Delta, le fiamme vicino alle case a Larciano
Il proprietario prova a entrare per salvare qualcosa e si ferisce a un piede. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri, Municipale e ambulanze
LARCIANO. Un inferno. Le fiamme altissime, il rumore – terribile – del soffitto dello stabilimento che crolla al suolo. E il fuoco che divora tutto quanto. «Non è rimasto più nulla»: le grida squarciano il silenzio, rotto soltanto dalle sirene dei mezzi dei vigili del fuoco. Gravissimo incendio, sabato 14 dicembre, alla Filatura Delta, di proprietà di Valerio Brittoli, di via Francesca, in località Castelmartini, a Larciano. Difficile dire, in questa fase, cosa abbia causato il rogo. Ma, quel che è certo, è che le fiamme hanno cominciato a propagarsi dal reparto destinato alla preparazione dei filati (che, ovviamente, non hanno fatto altro che favorire il fuoco). E da lì non si sono più fermate, distruggendo tutto quello che hanno incontrato sul loro cammino.
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Erano circa le 18,30 quando tutto è cominciato: una colonna di fumo nero e l’odore di bruciato, asfissiante. E poi c’è stata la paura: non soltanto per lo stabilimento di via Francesca per cui, ormai, non c’era più granché da fare; ma, soprattutto, per le abitazioni di via Gioberti, minacciate dal fuoco: a dividerli soltanto una striscia di terra lunga una decina di metri. Intanto, sulla strada regionale Francesca (interdetta al traffico nelle zone limitrofe all’incendio) è intervenuto un dispiegamento di forze: non solo i vigili del fuoco di Pistoia e di Montecatini, ma anche i carabinieri di Larciano e Monsummano, la locale Polizia municipale e pure due ambulanze della Croce Verde di Lamporecchio e l’automedica del 118. Nel frattempo, a Castelmartini, si è radunata una folla di persone: la sindaca Lisa Amidei e anche molti curiosi che, da lontano, osservano spaventati la scena. «Eravamo in casa, a cena – racconta la zia del titolare dell’azienda andata a fuoco – quando il telefono ha cominciato a squillare. Non ci eravamo accorti di niente. Ma quando siamo usciti, ci siamo resi conto dell’entità di quel che stava succedendo. Un dramma, tanti sacrifici volatilizzati in un attimo».
Il titolare Valerio Brittoli, che è rimasto a lungo nei pressi del reparto dove si è sviluppato l’incendio, è l’unico ad aver riportato alcune bruciature ad un piede.
Sono trascorse ore, almeno un paio, ormai, da quando l’incendio ha cominciato a propagarsi. Gli sforzi dei vigili del fuoco sono ingenti, ma le fiamme non accennano a diminuire. I mezzi si avvicendano sulla regionale Francesca, l’aria – ogni minuto che passa – diventa sempre più irrespirabile. E la paura cresce. «Lo sentite questo rumore? – dice, preoccupato, un residente – Sono porzioni di tetto della fabbrica che cadono al suolo. Il fuoco sta distruggendo tutto, perlomeno una parte sostanziosa dello stabilimento».
Arrivano pure le disposizioni dal Comune: la parola d’ordine è restare chiusi in casa. Gli abitanti hanno paura. Qualcuno si affaccia, una sciarpa per coprirsi la bocca ed evitare di respirare quel fumo acre che si appiccica alle narici. «Siamo preoccupati – raccontano – perché le operazioni di spegnimento stanno andando avanti da molte ore. Speriamo finisca tutto al più presto». In tutto questo dramma, comunque, una buona notizia c’è: nessuno è rimasto ferito in modo grave. «Per fortuna è scoppiato di sabato sera, quando nessuno dei dipendenti era a lavoro – concludono i residenti della via Francesca – altrimenti sarebbe stata una tragedia. Impossibile per chiunque scampare al rogo».
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