Sicurezza
Insegnante a giudizio per le pacche sul sedere
Alunne di un istituto superiore della Valdinievole lo accusano di essersi preso troppe libertà con la scusa degli scherzi
VALDINIEVOLE. All’inizio erano sguardi insistenti sul seno delle ragazze, poi sono diventati pizzicotti e pacche sul sedere. Fino a quando qualcuno ha perso la pazienza ed è partita una denuncia alla Procura della repubblica. Per questo un docente che insegna in una scuola superiore della Valdinievole è ora sotto processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’età delle presunte vittime.
I fatti risalgono a un paio di anni fa, quando fu sporta la denuncia, ma secondo le testimonianze delle ragazze andavano avanti già da un po’ di tempo.
Ieri in Tribunale a Pistoia è stata celebrata la seconda udienza del processo che vede imputato l’insegnante. Udienza a porte chiuse, visto l’argomento, con alcune ragazze, accompagnate dai genitori, che erano state citate come testimoni e sono state chiamate a confermare o meno quanto hanno dichiarato nel corso delle indagini preliminari.
I fatti oggetto del processo sarebbero avvenuti nei confronti di studentesse che frequentavano la prima superiore, dunque quindicenni. Secondo i loro racconti, l’insegnante aveva preso l’abitudine di prendersi molte, troppe libertà nei loro confronti, sfruttando tutte le occasioni per toccarle sul sedere, con pacche e pizzicotti, o sul seno, quando passava loro accanto. Lo faceva, dicono, simulando atteggiamenti scherzosi, ma loro, le ragazze, l’hanno presa molto diversamente.
Col ripetersi degli episodi, si sono convinte che gli scherzi non c’entrassero nulla e fossero solo un espediente per allungare le mani.
Anche perché, come detto, c’erano quegli sguardi insistenti rivolti ai seni che spesso le mettevano in imbarazzo.
«Se fosse stato solo uno scherzo - ha commentato ieri una madre mentre aspettava fuori dall’aula del Tribunale - non credo che le ragazze avrebbero reagito in quella maniera, con la denuncia. Evidentemente hanno percepito che era qualcosa di diverso. Queste persone vanno fermate prima che facciano cose più gravi».
Il docente nel frattempo è stato trasferito in un altro istituto e non insegna più in quello dove è rimasto per molti anni.
Il processo nei suoi confronti, davanti al collegio presieduto dal giudice Stefano Billet, andrà avanti ancora per alcune udienze, in una delle quali verrà sentita anche la versione dell’imputato. — P.N.
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