Sicurezza
Maltempo, ora parte la conta dei danni. I Comuni chiedono una prima stima
La Regione vuole chiedere lo stato di calamità anche per Monsummano e Larciano. Il grande impegno di vigili e volontari
MONSUMMANO. La Regione Toscana chiederà al Governo di dichiarare lo stato di calamità naturale anche per i Comuni di Monsummano e Larciano. Una richiesta necessaria se si considera l’entità del maltempo che si è abbattuto lunedì scorso, 2 dicembre, all’improvviso, anche in Valdinievole Est, facendo numerosi danni (anche se è ancora presto per calcolarli con esattezza).
Situazione più tranquilla, nella giornata di martedì, anche se le criticità non sono state ancora del tutto risolte. Come nel caso di due condomini – uno in via Karl Marx e l’altro in via Grieco – che si sono risvegliati con mezzo metro d’acqua in garage e scantinati.
«Voglio ringraziare tutti i volontari della protezione civile: Croce Rossa, Pubblica assistenza, Vab e Misericordia – spiega la sindaca di Monsummano, Simona De Caro – che, senza sosta, sono stati al lavoro fino a notte inoltrata per aiutare decine di famiglie monsummanesi che si sono ritrovate con i garage allagati e senza corrente elettrica. Grazie a tutti i volontari, che rappresentano la parte migliore della nostra società. Grazie, quindi, a nome di tutta la nostra comunità. La Regione, ora, farà la sua parte chiedendo al Governo lo stato di calamità naturale».
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E lo stesso vale per il Comune di Larciano. «Siamo ora alla conta dei danni – specifica la sindaca Lisa Amidei – abbiamo chiesto ai cittadini di stilare un report dettagliato dei danni che hanno subito con la speranza di attingere a qualche finanziamento da parte della Regione».
«Fondamentale nelle drammatiche ore dopo la bomba d’acqua che ha colpito anche il nostro territorio comunale – prosegue la prima cittadina – è stato l’intervento delle squadre della Vab di Larciano e di una di Lamporecchio che sono intervenute su più fronti».
Sì, perché prima c’è stato il temporale e, di conseguenza, l’accumulo di pioggia tra i 50 e i 60 millimetri in una sola ora che, sommato ai terreni già carichi d’acqua, ha fatto sì che numerosi fossi esondassero, allagando in questo modo strade, abitazioni e alcune attività commerciali.
«A questi – sottolinea Amidei – si sono aggiunti numerosi automobilisti rimasti bloccati nell’acqua alta, con il motore in panne».
E poi ci sono state le frane, soprattutto in collina. «I volontari hanno lavorato insieme ai tecnici comunali per mettere le zone in sicurezza, valutando anche interventi di ripristino – aggiunge – Le frane più gravi si sono registrate in località Brozzi, sopra Larciano Castello, e pure in via Angiolini per raggiungere Cecina di Larciano».
Ma la preoccupazione più grande, sempre restando nel territorio larcianese, è stata in via della Bandita, dove una famiglia – per via di una frana – è rimasta isolata. «Non è stato possibile intervenire subito – conclude la sindaca Amidei – il terreno, ancora troppo bagnato, era infatti sdrucciolevole. Comunque, i volontari hanno portato l’auto della famiglia in un piazzale poco distante da casa. In questo modo i nostri concittadini potranno raggiungerla e percorrere una strada alternativa. Si tratta di una soluzione provvisoria in attesa che via della Bandita venga bonificata e ripristinata». –
Martina Trivigno
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