Quella Bibbia del tennis scritta da Marianantoni
Domani esce “150 volte Slam: storie del grande tennis”, ultima fatica del giornalista di Larciano che scrive da 23 anni per “La Gazzetta dello Sport”
LARCIANO. Quel ragazzino che tra fine anni ‘80 e inizio dei ‘90 veniva mandato a giro per i campi secondari da Gianni Clerici e Rino Tommasi (autentici “mostri sacri” nel campo dei “gesti bianchi”) è ora cresciuto. Anche se si stenta a credere che, dal Roland Garros anno 1989 (quello in cui un Chang diciassettenne prese a “pallate” il numero uno Ivan Lendl, tanto per intendersi) di tornei del Grande Slam Luca Marianantoni ne ha seguiti già 58, attraversando sia la generazione degli Edberg, Becker, Sampras, Agassi, Graff, sia quella più recente dei “Fab Four” (Federer, Nadal, Djokovic, Murray) o delle sorelle Williams. Ora tutto il materiale documentario e – soprattutto – quei ricordi vissuti in prima persona, sono confluiti in quella che si preannuncia come una immancabile sorta di bibbia del tennis. Esce infatti domani il volume “150 volte Slam: storie del grande tennis”, ovvero le imprese dei campioni che hanno trionfato nei quattro tornei più prestigiosi del mondo: Melbourne (Australian Open), Parigi (Roland Garros), Wimbledon e New York (Us Open). Il libro è edito da Pendragon e sarà presentato in prima nazionale giovedì 12 dicembre al Circolo della stampa di Torino.
Luca Marianantoni, classe 1967, vive a Larciano e lavora in un tour operator di Montecatini (Ranieri Viaggi). Scrive da ventitré anni per “La Gazzetta dello Sport”, principalmente di tennis e statistiche. Ha iniziato giovanissimo occupandosi di numeri a fianco del grande Rino Tommasi. Ha collaborato con la Treccani per l’Enciclopedia dello Sport, l’Ansa, il Messaggero e la Panini per la collana Storia dei Mondiali di calcio. Al tennis ha dedicato una vita intera ed era già suo il libro “Atp Story” (Effepi, 2014). Ha scritto l’“Almanacco dello sport” (Absolutely Free, 2014), collaborato con Stefano Semeraro al libro “Il codice Federer” (Pendragon, 2018) e con Gianni Clerici nella stesura degli apparati statistici di “500 anni di tennis” (Mondadori, 2013). Per Rizzoli ha curato i dvd “I grandi del tennis” (2009), la collana di libri “I grandi del tennis ai raggi X” (2014), le monografie Roger Federer (2012), Rafael Nadal (2013) e i due volumi “La storia infinita Federer vs Nadal” (2017).
«Le prove del Grande Slam – dice Marianantoni – sono nate nel 1877 con la disputa del primo Wimbledon. Da allora a oggi si sono giocati 468 tornei, in tre continenti, e i vincitori sono stati... 149! Campioni leggendari, i cui nomi hanno fatto la storia dello sport. Questo libro racconta la vita e le imprese di tutti loro, mentre aspettiamo il 150°, che aprirà inevitabilmente una nuova era nella storia del tennis».
Si parte con Spencer William Gore, il Padre di tutti i pionieri” e vincitore nell’edizione 1877 a Wimbledon (6-1 6-2 6-4 il punteggio) e si arriva fino al numero 149, il croato Marin Cilic, trionfatore agli Us Open nel 2014 (dopo di allora solo “doppioni”, ovvero tennisti che si erano già imposti negli anni precedenti, con un pressoché monopolio dei Fab Four). Tutti con una scheda statistica e fotogallery (bellissimi gli scatti d’epoca, con atleti in pantaloni lunghi e berretto bianco). E nel mezzo spazio anche per due dei “nostri”: Nicola Pietrangeli (1959) e Adriano Panatta (1976). In attesa del numero 150 che – con due tennisti in top 15, Matteo Berrettini e Fabio Fognini – chissà che non possa ancora tingersi di Azzurro. —
David Meccoli
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