Sicurezza
L’assemblea proclama 8 ore di sciopero «Pronti anche a marciare su Firenze»
Forte risposta dei lavoratori alla disdetta del contratto integrativo. I sindacati: «Questa volta l’azienda l’ha fatta grossa»
MONTECATINI. Un “pacchetto” di 8 ore di sciopero da farsi da qui alla fine dell’anno, più altre ore necessarie per convocare assemblee e una manifestazione di protesta («Anche a Firenze, se ce ne sarà bisogno»). È quanto ha deciso l’assemblea dei dipendenti delle Terme – riunitasi ieri allo stabilimento Excelsior – per protestare contro la decisione da parte dell’azienda di tagliare i contratti integrativi (in media 100 euro al mese, ma è stato calcolato che comunque non saranno meno di 84 anche per gli stipendi più bassi).
I lavoratori, supportati da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno proclamato lo stato di agitazione e – si legge in una nota – «respingono con forza la disdetta unilaterale degli integrativi».
«A fronte della disdetta del Cia – scrivono le organizzazioni sindacali – i lavoratori delle Terme, riuniti in assemblea, proclamano lo stato di agitazione», «perché dopo anni di sacrifici, tagli al personale con procedura di mobilità e contratto di solidarietà, l’azienda dice oggi che si deve rinunciare anche a parte di stipendio e normative, conquistate nel tempo». E questo, secondo i sindacati – la nota è firmata da Luisella Brotini (Cgil), Giovanni Bernicchi (Cisl) e Angela Bigheretti (Uil) – è inaccettabile ed è una «scelta unilaterale dell’azienda».
«I lavoratori – prosegue il comunicato – conoscono bene la situazione debitoria delle Terme, tutti i giorni la subiscono sulla loro pelle e mettendoci la faccia davanti ai clienti, anche per disservizi esistenti per ragioni economiche». Nonostante questo, i dipendenti «rivendicano il diritto di conoscere i piani dell’azienda rispetto al futuro, se un futuro quest’azienda vuole avere».
«Quelli ipotizzati finora – dicono i sindacati – non hanno portato soluzioni definitive alla condizione debitoria, né tantomeno a progetti di rilancio dell’attività. È per questo che l’azienda non può pensare che la disdetta del contratto integrativo sia la soluzione. Se ci sono progetti, i lavoratori devono conoscerli. In un’azienda che riveste questa importanza per l’occupazione del territorio, anche attraverso l’indotto, come le Terme, i progetti dovrebbero non solo essere conosciuti dai lavoratori, ma anche condivisi».
Per «difendere tutto questo», l’assemblea dei lavoratori ha pertanto votato un pacchetto iniziale di otto ore di sciopero, con modalità da definire, da oggi alla fine dell’anno. Oltre allo sciopero è stato votato anche il ricorso a nuove ore di assemblea.
I sindacati hanno infine chiesto un incontro urgente alla società e alla proprietà (Comune e Regione Toscana) per discutere della vicenda. «I lavoratori – spiegano i sindacati – ci hanno chiesto di essere presenti, se non direttamente all’incontro, all’esterno, per poter manifestare il loro dissenso. E sono pronti a venire tutti a Firenze, qualora l’appuntamento si svolgesse in Regione. L’azienda l’ha fatta grossa e siamo pronti a rispondere in maniera altrettanto forte». –
David Meccoli
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