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comune di pescia nel mirino 

Consumo di suolo esagerato previsto nel Piano operativo

Il presidente del comitato Pistoia e Prato, Marco Beneforti
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Il presidente del comitato Pistoia e Prato, Marco Beneforti

Pescia, secondo il Wwf, si punta troppo sulle nuove costruzioni residenziali  senza tenere conto della necessità di recuperare volumetrie abbandonate

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PESCIA. Contro il Piano operativo del Comune di Pescia scende in campo anche una delle più rappresentative tra le associazioni ambientaliste: il Wwf. E lo fa con un intervento che porta la firma del presidente del comitato Pistoia e Prato, Marco Beneforti, in cui si manifesta senza mezzi termini preoccupazione «per l’ingente consumo di suolo previsto dal Piano per nuove costruzioni residenziali o assimilate (61.000 mq, cioè oltre sei ettari). Facciamo quindi nostre tutte le critiche avanzate da un gruppo di cittadini pesciatini e da Legambiente Valdinievole. Anche la Regione Toscana pare che stia sollevando pesanti critiche alle scelte del P.O. di Pescia. Insediamenti e carichi urbanistici nuovi caleranno su un territorio già segnato da una “cattiva urbanistica”, pervasiva, dissipatrice di suoli e di risorse economiche pubbliche; da disservizi infrastrutturali e dalla cancellazione di elementi storici del territorio. Tutto ciò in un territorio, come quello di Pescia, in cui le volumetrie decadute e abbandonate e, quindi, disponibili per il recupero, anche a fini residenziali, sono ingentissime».. «Sappiamo tutti molto bene – prosegue Beneforti – che il consumo di nuovo suolo farà aumentare i carichi urbanistici, mentre stenteranno nell’incertezza gli adeguamenti infrastrutturali, le opere di salvaguardia del territorio e del paesaggio, l’adeguamento dei servizi (tenendo anche conto della precaria condizione finanziaria del Comune di Pescia). Ci si aspettava un riordino razionale delle funzioni e del sistema dei servizi, una rigenerazione urbana efficace, un recupero di volumetrie dismesse, non certo un nuovo e consistente consumo di suolo. Tanto più in zone delicate: come quelle di Alberghi e Pescia Morta, aree a rischio idraulico; nell’Utoe 5 Collodi, nella quale al carico urbanistico già esistente non corrisponde già un sistema infrastrutturale adeguato; nell’area di Veneri e, infine, nell’Utoe 1 Centro storico, per il quale sarebbe stato necessario definire interventi di rigenerazione urbana, che invece restano sfumati».

Insomma, «si insiste ancora sulla crescita edilizia in aree periurbane già interessate in passato da eccessivi insediamenti rivelatisi lesivi della qualità del territorio (via XXVII Aprile, dove si sono manifestati anche problemi di stabilità geologica, e Colleviti)».

Emblematica poi è ritenuta la previsione nell’area di via Della Torre, già congestionata: «Il Piano indica una serie di interventi di ricucitura e di dotazione di servizi senza precisare in che modo tutelare un antico gorile e un recinto murario storico. E poi, dopo aver indicato giustamente l’obiettivo di non aumentare il consumo di suolo in quest’area, apre un ampia porzione di terreno libero a nuova edificazione (una contraddizione evidente e incomprensibile). —


 

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