Il Tirreno

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una Disneyland al posto dell’ippodromo 

Federico Incerpi saluta Collodi: a Grosseto il parco divertimenti

Giovanna Mezzana
Federico Incerpi saluta Collodi: a Grosseto il parco divertimenti

«Siamo estenuati dall’amministrazione comunale di Pescia che per motivi puramente politici non ci ha consentito di realizzare qui il nostro progetto» 

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pescia. L’ippodromo del Casalone potrebbe essere trasformato in un grande parco divertimenti. E questa volta non sono rumor: il progetto sulla carta esiste già. È firmato Metamorfosi, società di capitali con sede legale a Pescia, che avrebbe voluto realizzare un amusement park a Collodi, ma dal 2016 non c’è riuscita: la burocrazia, si sa, è una faccenda in grado di sfibrare anche il più pragmatico degli imprenditori. E così Metamorfosi guarda altrove in Toscana. E intercetta la Maremma dove, a Grosseto, ha individuato quella che potrebbe essere la locazione ideale: l’ippodromo, dove le corse al galoppo sono sospese dalla primavera 2018.

dal gossip alla riprova

È da qualche settimana che a Grosseto si vocifera di un investitore che vuole realizzare al Casalone il progetto di un parco divertimenti a cui non è riuscito a dare le gambe nel nord della Toscana. Il mistero è svelato. «Il Casalone è una delle aree che stiamo valutando – risponde al Tirreno Federico Incerpi, 36 anni, originario di Pescia, amministratore unico, socio e legale rappresentante di Metamorfosi srl – È un’ipotesi, sulla carta. Siamo estenuati dall’amministrazione comunale di Pescia che per motivi puramente politici non ci ha consentito di realizzare il nostro progetto».

i contatti

Da qui l’interesse per l’ippodromo grossetano «per cui – spiega l’imprenditore pesciatino abbiamo già avuto contatti con Alessandro Massai (amministratore unico della società Ippodromo del Casalone, ndr) che si è mostrato molto disponibile».

Tant’è che era la fine di gennaio quando Massai incontrò il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per metterlo al corrente dell’interesse per il Casalone da parte di importanti investitori e pregandolo di sollecitare l’allora ministro Danilo Toninelli (cosa che il sindaco fece, con una lettera) sulla questione infrastrutture. Ed è da qui che si vociferò, per la prima volta, dell’ipotesi di un «Parco Pinocchio» al posto dell’ippodromo: “Pinocchio 2020” era stato battezzato uno dei progetti che Metamorfosi propose a Pescia, e che – se realizzato a Grosseto – potrebbe essere meno legato all’immagine del burattino (non siamo a Collodi).

l’identikit e l’appello

Metamorfosi è una società con un capitale sociale di circa 115mila euro; il suo corebusiness è la progettazione di strutture turistico-ricettive, di intrattenimento, di svago e per il tempo libero. Alla Maremma si propone come una società con le spalle coperte e dal portafoglio e dalle competenze diversificate: «Siamo diversi soci – spiega Incerpi – e al nostro interno abbiamo società importanti con giri d’affari da 40-50 milioni di euro. Siamo per lo più toscani, c’è chi è tour operator, chi si occupa di vivaismo, chi di edilizia». Poi l’invito: «Cerchiamo solo un partner locale, visto che veniamo da fuori. Una volta trovato, presenteremo il progetto all’Amministrazione comunale di Grosseto». –

Giovanna Mezzana

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