Il Tirreno

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Nuova carta colorata con scarti di agrumi prodotta a Collodi

di Maria Salerno
Nuova carta colorata con scarti di agrumi prodotta a Collodi

Incontro promosso dalle aziende cartarie del distretto di Lucca e della Valdinievole insieme all’istituto Marchi-Forti

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PESCIA. Cosa significa lavorare in cartiera, oggi? Quali nuove professioni e professionalità stanno emergendo nelle industrie del territorio? Lo hanno raccontato direttamente i ragazzi dell’Istituto Marchi Forti di Pescia e i referenti delle maggiori realtà del distretto cartario presenti sul territorio (DS Smith, Essity, Lucart e Sofidel) nell’ambito del convegno “Carta Bianca al tuo Futuro”, che si è svolto ieri al Palagio. L’iniziativa è stata promossa dalle aziende cartarie del distrettto di Lucca e della Valdinievole, che hanno affidato ad Assocarta, a Confindustria Toscana Nord, a Formetica e all’Istituto Marchi Forti il compito di organizzare una giornata di studio e di riflessione sul ruolo trainante del comparto della carta sul territorio, e sulle potenzialità che esso è ancora in grado di esprimere. . Andrea Orlandi è al quarto anno dell’indirizzo tecnologie cartarie, sta svolgendo il suo periodo di alternanza scuola lavoro alla DS Smith, dove sta osservando il processo di produzione della carta e in modo particolare l’importanza che l’azienda investe nella fase del riciclo. «Quello che ho imparato? Che ognuno di noi può contribuire a creare un mondo più pulito». La carta da riciclo diventa di fatto la materia prima per l’industria cartaria. Sapete quant’è lungo il processo di riciclo della carta? Quattordici giorni. Non male, se consideriamo che in questa maniera riutilizziamo 400 mila tonnellate di carta all’anno.

Raffaele Ciccarelli sta svolgendo la sua esperienza di alternanza scuola lavoro alla Essety, dove sta studiando il processo di depurazione delle acque. Anche per quest’azienda il concetto di “riutilizzo” è alla base di tutti i processi produttivi. Prossimamente, negli scaffali del supermercato, troveremo una nuova carta colorata con fibre di agrumi, ottenuta a Collodi, recuperando gli scarti fibrosi della frutta, nell’ottica di un’economia circolare sempre più attenta a non sprecare.

Le aziende cartarie, oggi, svolgono un ruolo significativo nella “progettazione” del percorso formativo dei ragazzi, appositamente tarato sulle esigenze di un nuovo modo di produrre, fondato proprio sulla sostenibilità ambientale.

Alla fine della mattinata c’è stata la consegna degli attestati ai ragazzi che, nell’anno scolastico 2018-2019 si sono diplomati al corso di tecnologie cartarie. Venti in tutto, di cui quattro hanno conseguito il massimo dei voti, sette i presenti che hanno ricevuto l’attestato dalle mani della dirigente scolastica Anna Paola Migliorini: Edoardo Cambi, Lorenzo Dattile, Lorenzo Degl’Innocenti, Alessandro Lega, Diego Franco, Gianmarco Acciai e Simone Maltagliati. Alcuni hanno scelto di proseguire nella propria formazione, intraprendendo il percorso universitario, ma sono tanti quelli che già lavorano proprio nel distretto cartario, che hanno avuto modo di conoscere con l’esperienza dell’alternanza scuola lavoro.

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