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L’acquazzone manda in tilt tutta la città Un’auto bloccata nel sottopasso allagato

David Meccoli
L’acquazzone manda in tilt tutta la città Un’auto bloccata nel sottopasso allagato

Disagi in viale Diaz e viale Bicchierai. L’ironia sui social: «Baroncini sotto elezioni diceva che non sarebbe più successo»

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MONTECATINI. Un acquazzone (evitiamo di ricorrere all’abusata “bomba d’acqua”, ma il senso è quello) ha mandato in tilt mezza Valdinievole. La pioggia aveva iniziato a cadere a tratti già in mattinata, ma la più alta concentrazione si è registrata nel primo pomeriggio, quando diverse strade sono in pochi minuti diventate impraticabili al transito delle auto. Il solito lago, con acqua alta qualche decina di centimetri, si è formato al di qua e al di là del sottopasso ferroviario dell’ippodromo Sesana, dove un’auto è rimasta bloccata e il traffico è stato fermato in via Leonardo da Vinci per almeno mezz’ora.

Ma grossi disagi si sono verificati anche in tante altre zone di Montecatini, anche distanti una dall’altra. Acqua alta, per esempio, in viale Diaz, tra l’Accademia d’arte Scalabrino, la funicolare e nei pressi delle Panteraie. E non riuscendo a far defluire l’acqua dalle caditoie della circonvallazione nord, questa si è riversata a valle, allagando – tra le altre – prima via Colombo e viale Bicchierai e poi, con effetti anche peggiori, tutta la zona di Mezzomiglio, via Ugo Bassi, il centro (con il “solito” corso Roma), via Lucchese (attorno all’Esselunga), il sottopasso di via Marruota (con la vicina via Dogali) e poi ancora più a sud in via del Cassero. Ma grossi disagi ci sono stati anche nel resto della Valdinievole, sia a ovest (nel Pesciatino), sia a est (penalizzate soprattutto Pieve a Nievole e Monsummano, con fiumi di fango in zona Grotta Giusti).

Inevitabili le polemiche scoppiate sui social network. In tanti hanno pubblicato le foto che circolavano durante l’ultima campagna elettorale e che ritraevano le vie del centro allagate con in sovrimpressione la scritta: “Mai più, con Luca Baroncini sindaco”. “Ci diceva che con lui non sarebbe mai successo…”, si legge in un post del gruppo “Terme, cittadini di buonsenso”; “Facile fare demagogia in campagna elettorale”, ribadisce un altro cittadino. “Per quanto forte possa piovere, gli allagamenti in un comune dove non c’è un fiume o un torrente che attraversa la città, non ci dovrebbero essere”, si legge ancora. “Bisogna mettersi in testa che questi acquazzoni saranno sempre di più, più frequenti e più potenti: questa è la conseguenza dei cambiamenti climatici”, si legge in un commento che allarga l’orizzonte al di là della pulizia delle caditoie e dei tombini.

E c’è anche chi è ormai rassegnato: “Quando l’acqua viene giù così forte, oltre che far pulire la strada dalle foglie e mettere la polizia municipale a supervisionare non si può fare altro”. Infine c’è chi la butta sul ridere: “Non ci sono più i temporali dell’epoca Bellandi”. —

David Meccoli

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