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Non riesce a salvare la moglie colta da malore

Non riesce a salvare la moglie colta da malore

Larciano: ha sfondato la porta del negozio per prestare soccorso alla donna riversa sul pavimento. Ma purtroppo lei era già morta

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LARCIANO. Il malore l’ha colta all’improvviso, mentre era andata a portare alcune riviste in un negozio (chiuso in quel momento) di proprietà di un’amica. È morta così, ieri mattina, Consiglia Mancini – ma conosciuta da tutti come Ada – di 72 anni. E a ritrovarla distesa sul pavimento intorno alle 13,15 di ieri – al di là della porta dell’attività commerciale chiusa a chiave – sono stati proprio una delle due figlie e il marito.

I suoi familiari, preoccupati che la donna all’ora di pranzo non fosse ancora tornata a casa, si sono precipitati al negozio. Lì la tragica scoperta e, al tempo stesso, la disperazione di non poter entrare nei locali.

È stato il marito, allora, a sfondare il vetro della porta del negozio mentre, nel frattempo, sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e anche un’ambulanza del Soccorso pubblico di Larciano.

Ma quando i soccorritori sono entrati, per Ada Mancini non c’era più niente da fare: il suo cuore aveva già smesso di battere.

È un grande vuoto quella che la 72enne lascia nella comunità. Proprio lei che era una delle anime della “Sagra del bombolone” della Colonna di Larciano, uno degli eventi estivi più frequentati della zona. Era lì che Ada Mancini si era fatta apprezzare per le sue tante buone qualità: la gentilezza, l’educazione ma anche la dedizione verso il prossimo. Era così, tra la preparazione di un antipasto e un altro durante la sagra paesana, che la donna dedicava il suo tempo agli altri.

«Era una persona splendida – ricordano alcune amiche della “Sagra del bombolone” – una donna d’altri tempi a cui non si poteva non voler bene. Durante la festa, la vedevi sempre concentrata a preparare gli antipasti. Era precisa e svelta: aveva un’ottima organizzazione, sapeva come mandare avanti l’intera brigata». Ora, però, non riescono a darsi pace. Quella figura discreta ed efficiente dietro ai fornelli, era anche una donna molto legata alla sua famiglia: al marito Ferdinando, alle figlie Paola e Daniela, ai nipoti e a tutti i familiari che tanto bene le hanno voluto. E per i quali è difficile accettare la perdita della loro congiunta, avvenuta così all’improvviso per colpa di una malore fatale.

«Viaggiava sempre in sella alla sua bici – concludono le amiche della “Sagra del bombolone” – con il suo bel sorriso stampato sul volto. Ci mancherà tantissimo, così come la gentilezza e l’educazione che la contraddistinguevano. Senza di lei, la festa non sarà più la stessa». –



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