Il Tirreno

Montecatini

Luminarie spente infuria la polemica su eventi di Natale fatti a risparmio

David Meccoli

La consigliera Helga Bracali (Pd) ha deciso di presentare un’interrogazione: «Pochi soldi per promuovere la città»

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montecatini. «Il Comune taglia la corrente» e il clima natalizio che ne consegue è «alquanto triste». Un post sui social network rinfocola la polemica su eventi di Natale e luminarie. E nonostante dalla Baita arrivino segnali confortanti, si viene a sapere dalla consigliera comunale del Pd Helga Bracali che «per la promozione sono rimasti meno di mille euro» (e non 20mila come detto durante la presentazione della Città del Natale). Ad accendere la miccia era stato, nei giorni scorsi, il presidente del Centro commerciale naturale, quest’anno escluso dai “giochi”. «Troppo pochi i fondi a disposizione per svolgere un lavoro adeguato, poco il tempo rimasto per organizzare un programma di attività e promozione», aveva detto al Tirreno Claudio Chimenti. Che poi aveva riassunto la situazione finanziaria del progetto.

Lo scorso anno il Natale era costato 98mila euro per le luminarie (50mila dal Comune e 50mila da sponsor privati e commercianti) e altri 35mila per la promozione (dati dal Ccn), con spot che furono passati anche sulle reti Mediaset. Quest’anno si scende a 72mila, che il Comune spenderà, attraverso la Pro Loco, per luminarie (circa 50mila) e promozione (circa 20mila). E anche queste cifre sarebbero scese cammin facendo.

«Le luminarie, un po’misere rispetto a quello cui eravamo abituati negli ultimi anni, si sono mangiate quasi tutto il budget (62mila euro più costi di energia elettrica e suolo pubblico) e per la promozione sarebbero rimasti meno di mille euro», dice Helga Bracali, che presenterà al riguardo un’interrogazione. «La nostra scelta – dice Chimenti – fu quella di dare alla città luminarie (peraltro accese il 6 novembre e non il 30, come quest’anno) che non fossero quelle che avevano anche gli altri paesini. Le luci del Natale 2019 mi riportano invece indietro di 15 anni…».

Concetti ripresi anche sui social.

«Le luminarie – si legge in un post molto seguito – sono state già montante nella stragrande maggioranza delle vie. Magnifico, no? Solo una cosa mi rattrista: sono tutte spente». «O queste luminarie hanno dei led speciali che fanno incrementare le bollette della luce del 200 per cento – prosegue il cittadino – oppure non ne trovo il senso, è – passatemi il termine – squallido passeggiare per una città (non un paesino), vedere le attività con i propri addobbi già accesi e delle sobrie luminarie comunali montate, ma spente. Davvero, non so quanto possano consumare (ma essendo a led sicuramente non farebbero andare il bilancio in rosso)».

«Ho assistito alla conferenza sul Natale – continua il post – e per l’accensione si è parlato del 30 novembre. Lo scorso anno sembrava di essere a Las Vegas, con babbi natale, alberi, ruota, pattinaggio. Vedere che le attività cercano quest’anno di mostrare un clima festoso mentre il Comune taglia la corrente è alquanto triste e bruttino».

«Accendere le luci e fare promozione – dice Bracali – vorrebbe dire dare una mano anche alla Baita (un’attrazione davvero bella) e agli albergatori, che nel 2019 hanno registrato un calo del fatturato tra il 10 e il 30 per cento».

«Segnali davvero positivi dopo le prime due settimane di apertura della Baita» sono quelli segnalati dall’organizzatore Paolo Grossi, per il quale «le prenotazioni, fino al week end dell’Immacolata, sono molto confortanti».

«Siamo convinti – conclude Grossi – che dal 30 novembre, quando inizieranno tutte le iniziative della Città del Natale, ci sarà ancora più spinta verso Montecatini». –

David Meccoli

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