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gruppo “pescia è di tutti” 

Piscina “Marchi” gestita dal Comune? Ok ma con garanzie

Piscina “Marchi” gestita dal Comune? Ok ma con garanzie

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PESCIA. «Il Comune vorrebbe la proprietà dell’immobile? Oppure pensa ad un periodo temporaneo? Nel caso, di quanto?». A mettere le questioni sul piatto circa la possibilità, da tanto tempo auspicata da parte del sindaco Oreste Giurlani, che a prendere in carico la gestione della piscina Marchi sia l’amministrazione comunale è Salvatore Leggio, coordinatore del gruppo “Pescia è di tutti”.

«Considerando la drammatica situazione del bilancio vorremmo capire come il Comune riesca a garantire i necessari investimenti sulla struttura: se non avesse la proprietà è in condizione di poterli fare?», incalza Leggio in una nota alla stampa. «Inoltre il Comune è in grado di garantire che dal primo gennaio il servizio non subirà interruzioni? A queste domandevorremmo risposte precise».

Il gruppo politico sottolinea l’importanza che il servizio venga salvaguardato, che sia il Comune o la Provincia poco importa – sottolinea – e non vogliamo salti nel vuoto, perché sarebbero salti all’indietro ad un periodo in cui la piscina non si sapeva mai se era aperta o no. Se invece ci sbagliamo e dunque il Comune non ha questa volontà, la Provincia è chiamata a continuare ad assicurare il servizio. Senza se e senza ma”. La possibilità che sia il Comune a farsi carico della gestione dell’impianto è data quasi per assodata dagli utenti della piscina. “Siamo favorevoli al fatto che non sia la Provincia, ma il Comune ad affrontare la questione – evidenzia Leggio – perché la Provincia deve pensare alle strade e alle scuole e non agli impianti sportivi. Vogliamo però garanzie precise e non promesse gettate nel vento. La Provincia ha avuto il merito di chiudere con una gestione su cui preferiamo non esprimere commenti e mettere in campo un percorso che ha riportato la piscina a ritornare ad essere apprezzata e frequentata da tanti sportivi, che infatti ora sono preoccupati per gli scenari che possono aprirsi da gennaio 2020. Ipotizziamo che il Comune scenda in campo: alle domande che abbiamo posto, vorremmo rispondessero gli uffici”. –

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