Lutto
Il trofeo resta in casa Lazio: Inzaghi ritira il “Maestrelli”
Il trofeo intitolato all’allenatore vincitore del primo scudetto biancoceleste è stato assegnato a una delle colonne di tutti i tempi della squadra romana
MONTECATINI. All’attuale tecnico della Lazio il premio intitolato a uno dei più grandi tecnici della storia della…Lazio. È stata nel segno biancoceleste la trentaseiesima edizione del Premio Tommaso Maestrelli, che per la categoria “Allenatore di Serie A” (il trofeo più importante) è stato consegnato ieri sera direttamente da Massimo Maestrelli, figlio del mister del primo scudetto laziale, a Simone Inzaghi, per i risultati ottenuti nella passata stagione calcistica (risultati peraltro confermati in questa prima parte di campionato 2019-20). La cerimonia si è tenuta al Grand Hotel & La Pace, alla presenza di tanti ospiti illustri del mondo del calcio.
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Nel corso dell’evento c’è stato anche un ricordo speciale per Giorgio Squinzi, imprenditore, ex presidente di Confindustria e patron della Mapei e del Sassuolo, squadra “provinciale” che ha portato stabilmente a calcare i migliori palcoscenici della serie A. Inzaghi succede in questo prestigioso riconoscimento ad allenatori del calibro di Allegri, Conte, Mazzarri, Montella, Ventura, Donadoni, Di Francesco e, più recentemente, Maurizio Sarri e Stefano Pioli (per non parlare della “costola” straniera del premio, assegnato negli anni a big quali Van Gaal, Ferguson, Guardiola, Klopp e Simeone).
Classe 1976, Simone Inzaghi ha trascorso gran parte della sua carriera calcistica nella Roma biancoceleste. Dopo essere infatti cresciuto nel Piacenza – squadra della sua città natale – è stato attaccante della Lazio quasi ininterrottamente dal 1999 al 2010 (al suo attivo ci sono solo due brevi parentesi con le maglie della Sampdoria e dell’Atalanta). In totale sono state 196 le presenze in maglia biancoceleste (Coppe comprese) e 55 le reti segnate. Proprio nel 2010 ha iniziato la sua carriera da allenatore con le aquile laziali, prima nelle giovanili, per poi approdare in prima squadra nel 2016 in seguito all’esonero di Stefano Pioli. Il contratto che lo lega alla società del presidente Lotito scadrà nel giugno 2021. Con la Lazio Inzaghi è l’unico ad aver vinto Coppa Italia e Supercoppa italiana sia da calciatore che da allenatore.
Gli altri premiati ieri al La Pace sono stati (seppure non tutti erano presenti alla cerimonia): Emanuele Troise (tecnico della Primavera del Bologna), Giuseppe Marotta (amministratore delegato dell’Inter per l’area sportiva), Daniele Orsato (arbitro internazionale), Daniele Conti (responsabile area tecnica del Cagliari), Ivan Zazzaroni (giornalista sportivo), Paola Ferrari (conduttrice televisiva).
Tommaso Maestrelli è stato definito “l’uomo che portò il calcio totale in Italia”. La sua Lazio, infatti, giocava a memoria un calcio che per molti aspetti ricordava quello inventato da Rinus Michels nell’Olanda a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e la decade dei Settanta. Riuscì nell’impresa – all’inizio apparentemente impossibile – di cementificare un senso di appartenenza tra giocatori tanto talentuosi quanto difficili da gestire come Chinaglia, Wilson, Re Cecconi, Frustalupi, D’Amico. Un “maestro” (come è stato spesso definito), piuttosto che un “normale” allenatore. Simone Inzaghi è stato giudicato dai colleghi un suo degno erede e per questo è stato premiato a Montecatini.
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