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La cartolibreria Tempietto chiude: "Battuti da Amazon"

Maria Salerno
Elena Amadori nella libreria Il Tempietto
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Elena Amadori nella libreria Il Tempietto

Elena Amadori negli ultimi 15 anni ha gestito la cartolibreria di via Sismondi. «La cancelleria oggi si compra negli iper»

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PESCIA. Dal primo gennaio il Tempietto non ci sarà più. Chiude i battenti la storica cartolibreria di via Sismondi. Quella delle sorelle Spicciani, che hanno venduto quaderni, matite e ogni genere di articolo per la scuola dal dopoguerra ad almeno tre generazioni di pesciatini. Da 15 anni la gestisce Elena Amadori, che orgogliosamente aveva raccolto il testimone proprio dalle Spicciani e che adesso, con profonda amarezza, si vede costretta a chiudere. Costretta dalla crisi verrebbe subito da dire, se non fosse che questo tipo di attività, tanto più che si trova in pieno centro storico, a due passi dal liceo Lorenzini, la crisi non dovrebbe neppure sapere che cos’è. Invece lo sa bene. Con Tempietto, infatti, non chiude solo un negozio, bensì un modo di fare acquisti, di essere clienti.

«Oggi checché ne se ne dica i libri vengono acquistati su Amazon – spiega Elena – e i prodotti di cancelleria vengono presi con le offerte speciali negli ipermercati. I piccoli negozi non possono competere con i nuovi stili di consumo». . È una decisione sofferta quella di Elena, che trattiene a stento le lacrime, ripercorrendo passo dopo passo gli eventi che l’hanno portata alla decisione di chiudere. «L’economia è cambiata. Quando ho iniziato le cose andavano alla grande, nessuno mi chiedeva se poteva pagare poco per volta, poi sono arrivati anche questi tempi e io ho accettato, talvolta anche rimettendoci.

Nel 2011 introdussi il servizio del libro usato scolastico: all’inizio la gente era diffidente, poi a mano a mano che la capacità di spesa diminuiva erano sempre di più a richiederlo. Ogni anno, tra tasse, stipendi e investimenti sono sempre riuscita a far fronte a tutto, ma con sempre maggiore difficoltà e sempre minor guadagno. Poi è arrivato lo sfratto e mi sono domandata: dove vado? E mi sono detta: il Tempietto è nato qui, è sempre stato qui, è un’istituzione e poi vale davvero la pena spostarsi? Non sono tanti i fondi adeguati a Pescia e poi gli affitti sono da capogiro. Da qui piano piano ho maturato la scelta di chiudere e poi, seppur a malincuore, l’ho concretizzata».

C’è un angolo di lettura al Tempietto, dove chi desidera può fermarsi a leggere un libro. Tanti zaini appesi alla parete che i bambini possono scegliere indicando col dito e la mamma può ponderarne la qualità prima di metter mano al portafogli. «Mi mancherà – conclude Elena – soprattutto l’emozione dei bimbi quando sfogliano la prima copia di Harry Potter, ma è il progresso e bisogna prenderlo così com’è» .

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