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Sabato l’ultimo saluto a Orlando Biagi ex calciatore viola

Roberto Grazzini
Sabato l’ultimo saluto a Orlando Biagi ex calciatore viola

È morto due settimane fa dopo quattro mesi di agonia Era rimasto coinvolto in un grave incidente sulla Bretella

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MONTECATINI. La lunga attesa è finita. La magistratura, eseguite l’autopsia e procedure del caso, ha finalmente dato l’ok per restituire alla famiglia la salma di Orlando Biagi, morto due settimane fa dopo quattro mesi di agonia per i gravi postumi riportati a seguito del maxi tamponamento avvenuto il 14 giugno scorso sulla Bretella.

Un calvario fra speranza e disperazione. Ma nonostante le cure ed una fibra di altri tempi l’inevitabile è sopraggiunto.

C’era lui al volante dell’auto mentre la moglie Franca e la nipotina sedevano sui sedili posteriori quando un rallentamento improvviso sulla corsia di sorpasso dette origine al tragico incidente. Tante le vetture e le persone coinvolte. Biagi fu estratto dalla vettura in condizioni gravissime e quindi venne trasportato in elicottero all’ospedale di Pisa in codice rosso.

Definita la data delle esequie funebri che si terranno sabato prossimo alle 15 nella chiesa di Santa Maria Assunta in piazza del Popolo. Dopo la cerimonia l’ultimo viaggio del gigante buono dal cuore bianco-celeste sarà verso il cimitero di Margine Coperta.

La salma da ieri è esposta presso le cappella del commiato di Pittini dove già tanta gente è andata a porgere le condoglianze alla moglie Franca, ai figli Giuseppe e Grazia.

Bagnaiolo doc, della centralissima via Bovio, questo omone, classe di ferro 1935, c’è sempre stato per tutti, sia nel momento di bisogno che per indossare scarpette e pantaloncini a guardia della difesa. Dallo spelacchiato campo di via Leonardo da Vinci passa alla Fiorentina nel 1954. In viola resta tre stagioni con una parentesi al Lecco. Si fa molti amici veri, nel football e nel quotidiano. Poi passa al Piacenza ed a seguire al Viareggio. Quindi torna nella sua Montecatini per fare da allenatore – giocatore al club biancoceleste.

Quei colori non riuscirà mai a toglierseli di dosso; titolare di un’azienda di distribuzione alimentare, dalla panchina passa alla scrivania, diventando un apprezzato dirigente del sodalizio termale nel periodo d’oro a metà anni 70, contrassegnati dalla tremenda perdita di Jacopo, il primogenito in un incidente con la moto. —

Roberto Grazzini

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