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Montecatini

città in lutto 

Ultimo abbraccio di docenti e studenti a Isabella

Ultimo abbraccio di docenti e studenti a Isabella

Architetto e docente di storia dell’arte alla media Chini, è morta a 51 anni. In centinaia ai funerali in Sant’Antonio

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Montecatini. Ha scosso l’intera città la notizia della morte di Isabella Boninsegni. Architetto e docente di disegno e storia dell’arte alla scuola media Chini, aveva 51 anni.

Chiesa gremita di persone, almeno duecentocinquanta tra alunni, colleghi, amici e familiari. Il rito funebre si è svolto ieri pomeriggio alle 15,30 a Sant’Antonio, officiato da padre Luigi e don Alfredo Paladini, grande amico della famiglia di Isabella e in particolare del marito Umberto Dal Pino. Medico all’ospedale di Empoli, figlio dell’indimenticabile dottor Andrea, gastroenterologo e medico delle terme, Umberto ha ricordato l’amore e la generosità della consorte, «sempre pronta ad aiutare gli altri, innamorata della vita e appassionata del suo lavoro».

Alunni ed ex alunni l’hanno salutata con bigliettini e fiori bianchi. Alcuni hanno letto le letture, altri i loro pensieri: “Sei entrata nel nostro cuore, ci hai insegnato ad amare l’arte, sarai sempre con noi”. Monica Galluzzi, amica di una vita, commossa, l’ha salutata dall’altare: «Di Isabella ho nella mente gli occhi sorridenti e luminosi, le nostre passeggiate con gli amati cani, i silenzi pieni di complicità, la bellezza della semplicità. Isabella era una persona anche generosa e il piacere della vita era per lei, anche e soprattutto, condividere con il prossimo ciò che possedeva. L’amore verso la propria famiglia e verso la sua casa lo portava agli amici; si mostrava sempre felice di quello che aveva e, fino in fondo, non ha trovato niente di più caro di quello che le veniva dato e si è mostrata grata verso ciascuno. Nella vita professionale è stata architetto e insegnante. L’ho conosciuta quando ancora lavorava da architetto nello studio pistoiese di quello che ha sempre riconosciuto come un “maestro” , “l’architetto” come diceva lei, col tono soddisfatto di chi ha imparato ed è stato contento di poter imparare, di chi ha incontrato bravi insegnanti sulla sua strada».

Questo suo sentimento di pienezza e soddisfazione nei riguardi dello studio e della conoscenza lo ha portato nella scuola, quando ha scelto di essere insegnante. «Credeva nella scuola, nella comunità scolastica fatta di colleghi e alunni, riconosceva il valore e il talento di ciascuno, amava essere parte attiva della comunità in cui viveva e, con umiltà, perseveranza e sacrificio, essere utile e vivere, non solo per se stessa, ma anche per gli altri. Senza di lei la nostra comunità è più povera». –

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