Il Tirreno

Montecatini

Riaperti il Museo archeologico e la Torre civica

Martina Trivigno
Riaperti il Museo archeologico e la Torre civica

Festa nella piazza centrale di Larciano Castello con una schiera di cittadini e autorità tra cui il presidente del consiglio regionale

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LARCIANO. Questo era un momento che gli abitanti di Larciano Castello aspettavano da tempo. Perlomeno da quando, il 22 luglio dello scorso anno, un fulmine non danneggiò il loro “tesoro” più prezioso: il Museo archeologico e la Torre che da allora, per sicurezza, sono rimasti chiusi al pubblico. 
Erano in tanti, ieri mattina, per l’inaugurazione della nuova piazza del Castello. Ma anche per la riapertura del Museo e della Torre. 
 
Una parata di autorità – oltre a una schiera di cittadini – si sono riuniti nella piazza centrale del borgo medievale per festeggiare, in modo solenne, l’evento. 
 
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«Siamo riusciti a lavorare in gruppo e questo è un gran risultato – ha esordito la sindaca di Larciano, Lisa Amidei – Comune, Regione, Soprintendenza e i proprietari delle mura. Tutti insieme verso un obiettivo comune: riportare Larciano Castello al suo antico splendore». 
 
Un risultato per niente scontato. Soprattutto se si pensa alle proteste dei residenti del borgo per i massi che, più di una volta, si sono staccati dalla cinta muraria. Ma ora – anche grazie alla concessione di contributi in seguito alla partecipazione del Comune al bando “Città murate della Toscana” – comincerà il restauro delle mura che cingono Larciano Castello. È stato completato, inoltre, il restauro della porta Est, mentre è in corso quello della porta Nord (per poi procedere, una volta terminato, alla porta Sud). 
 
«Larciano – ha proseguito la prima cittadina – non è mai stato un comune votato al turismo, ma dobbiamo ripartire da qui per promuovere e valorizzare ancora di più il nostro territorio. Non soltanto Larciano Castello, ma anche il borgo di Cecina e, ovviamente, il Padule di Fucecchio. Lo abbiamo imparato da questa vicenda: per raggiungere degli obiettivi ci vuole l’unione d’intenti». 
 
«Ricordo quando venni qui, a Larciano Castello, intorno a Natale dello scorso anno – ha proseguito il presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani – ricordo il ghiaino, qui in piazza del Castello. E anche lo stato di degrado in cui versava questo borgo. Ma i risultati che festeggiamo sono il segnale di una comunità viva. Sentivo che le energie degli abitanti di questo luogo avrebbero contagiato tutti quanti». 
 
Giani – a cui sono state consegnate le «tre chiavi storiche delle tre porte della fortificazione di Larciano» – ha fatto un richiamo alla figura di Francesco Ferrucci, nell’anno in cui si festeggia il cinquecentenario della nomina a podestà di Larciano. «Ci sarà un protocollo d’intesa – ha precisato – per rilanciare tutti quei Comuni il cui nome è legato a doppio filo alla figura di Ferrucci, un eroe della Toscana». 
 
Il momento di festa è proseguito con un pranzo, tutti insieme, organizzato dal Circolo del Castello. 
 
«Sono convinta – ha concluso Amidei – che questo sia soltanto il primo passo di una cammino di collaborazione reciproca che non si fermerà». 

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