Il dolore
«Rfi assedia la città senza un progetto e il nostro Comune non avanza proposte»
Il comitato “Montecatinunasola” ora attacca il sindaco mentre “Montecatini domani” ribadisce il no alla sopraelevata
MONTECATINI. Il dibattito di inizio settimana in consiglio comunale sul raddoppio della ferrovia ha riacceso come d’incanto le polemiche tra i vari comitati, spesso con posizioni contrapposte tra loro, su un argomento di per sé... incendiario.
Mentre, ad esempio, il comitato “Montecatiniunasola”, da sempre a favore della soprelevata, mette in guardia il sindaco Luca Baroncini (“Rfi cinge d’assedio la nostra città senza un progetto unitario, completando da una parte i lavori lato Pistoia e dall’altra iniziando quelli lato Lucca; invitiamo l’amministrazione a lavorare su un progetto di mobilità che ci salvaguardi dall’apocalisse di traffico veicolare che si abbatterà su di noi con la chiusura dei passaggi a livello di Pieve a Nievole”); dall’altro il comitato “Montecatini domani” torna a chiedersi se “nel 2019, era in cui si stanno quasi organizzando voli spaziali per turisti, non esista la possibilità di trovare una soluzione per il traffico ferroviario che non sia “deturpante” come una sopraelevata”.
Muro contro muro, insomma, che idealmente va ad aggiungersi ai “muri reali” prospettati in passato da Rfi al posto delle barriere dei passaggi a livello.
Ma andiamo per ordine, ripartendo da chi, invece, il treno in sopraelevata lo valuta come il male minore.
“Montecatiniunasola” se la prende proprio con Baroncini. «La notizia del rinvio al prossimo consiglio comunale della mozione 5stelle non ci stupisce assolutamente – scrive – ma ci lascia amareggiati e preoccupati. Sapevamo della visita del sindaco a Roma da Rfi e ci aspettavamo che rendesse pubblico ciò era stato detto, ma niente. Tutto silente».
«Vorremmo ricordare – prosegue – che Baroncini, nel confronto tra i candidati sindaci promosso da Confesercenti il 21 maggio scorso, prese testualmente “l’impegno inequivocabile” di opporsi “con ogni forza, anche incatenandomi, contro la costruzione di un muro a Montecatini al posto dei passaggi a livello”. Questo è tutto ciò che sull’argomento è stato capace di dire fino ad oggi, il solo elemento programmatico: impedire la costruzione di muri».
Per il comitato “il sindaco sembra non essersi accorto che Rfi ha messo la città in stato d’assedio, prima ristrutturando la stazione centrale, poi appaltando il primo lotto Pistoia-Montecatini e poi iniziando la procedura di progettazione del secondo lotto Pescia-Lucca. E poi cosa succederà? Forse niente perché i soldi sono finiti? No, questo non è possibile e nemmeno verosimile. Oggi chiediamo al sindaco Baroncini ciò che lui chiese nel 2016 a Bellandi: vi state muovendo per acquisire idee progettuali e contattare tecnici capaci di fronteggiare il pachiderma Rfi? Di che morte dobbiamo morire?».
Passo di lato, torniamo a “Montecatini domani”.
«Sappiamo con certezza – attacca – che mai nessuno ha mostrato i documenti di questo non meglio precisato diniego del Genio Civile alla realizzazione di sottopassi, che invece risolverebbero la situazione. Si parla di raddoppio senza ricordare che questo comporterà espropri e abbattimenti di case o porzioni. Non si dice nemmeno che certi interventi (insieme ai tempi e ai costi) aumenterebbero in maniera esponenziale se qualcuno davvero intendesse realizzare quel mostro di cemento che taglia in due la città. Alcuni la chiamano sopraelevata: opera impattante, costosa, rumorosa e antiestetica».
Il Comitato, presieduto dal geometra Marco Morelli, già immagina «i bivacchi di vari personaggi poco raccomandabili sotto la struttura. Montecatini e i montecatinesi si devono svegliare dal torpore e dalla rassegnazione. Un domani è possibile, ma dobbiamo programmare un futuro. Non pensare ad ipotesi, come la sopraelevata, che guardano al passato e deturperebbero il paesaggio: l’unica risorsa davvero rimasta ad una Valdinievole senza aziende e senza idee». —
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