Il Tirreno

Montecatini

il caso 

Tassa di soggiorno, albergatori chiedono di cambiare la legge ed eliminare il peculato

Le Terme Tettuccio, uno dei simboli di Montecatini e della sua economia turistica
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Le Terme Tettuccio, uno dei simboli di Montecatini e della sua economia turistica

Montecatini, reazioni alla condanna a carico di Eugenio Pancioli. Chiesta una distinzione tra mancato pagamento e versamento tardivo

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MONTECATINI. «È necessario modificare la legge e, soprattutto, eliminare il reato di peculato». . Dopo il “caso” Eugenio Pancioli, processato con rito abbreviato a causa dell’imposta di soggiorno e condannato a un anno e dieci mesi con la sospensione condizionale della pena, scende in campo Assohotel Confesercenti per sostenere la sua “piena solidarietà al socio e storico albergatore” e definire “un inammissibile trattamento” un tardivo pagamento. L’ex consigliere di Forza Italia e titolare del Grand Hotel Tamerici & Principe era accusato di non aver versato nelle casse comunali 26mila euro (raccolti con l’imposta 2015) che, a dire il vero, aveva sì fatto, ma in ritardo, a causa – ha sostenuto la difesa – di un disguido amministrativo.

«Ribadiamo – si legge in una nota dell’associazione – la necessità di modificare la legge sull’imposta di soggiorno. Un albergatore viene infatti con questa parificato a un agente contabile il quale, tra l’altro, a differenza dell’imprenditore privato percepisce un compenso per il lavoro svolto. Riscuotere l’imposta di soggiorno è invece solo un ulteriore impegno che gli albergatori sono obbligati a fare senza compenso, rimettendoci ore di lavoro dei dipendenti, commissioni delle carte di credito e rischio di cassa».

«È inammissibile – prosegue l’associazione presieduta da Fabio Cenni – che per un ritardo di pagamento, perché di questo si è trattato, sia previsto il peculato e che quindi legalmente un albergatore si trovi nella stessa situazione di chi commette deliberatamente un furto. La nostra associazione è impegnata da anni affinché venga modificata la normativa in tal senso, eliminando il reato di peculato e riportando tutto nell’ambito delle sanzioni amministrative, soprattutto per coloro che hanno corrisposto con ritardo il dovuto».

«Occorrerebbe, infatti – conclude Assohotel – fare una distinzione tra il mancato e il tardivo versamento. Mentre, a oggi, tutto rimanda sempre al peculato con gravi conseguenze per chi, ogni giorno, si impegna nel proprio ambito lavorativo e per una categoria che dà lavoro a centinaia di dipendenti a Montecatini».

Sulla vicenda interviene anche Simone Magnani. «Dobbiamo – dice il capogruppo Movimento 5 Stelle – fare una distinzione netta tra chi tenta di sottrarre soldi pubblici e chi invece deve semplicemente fare i conti con una morosità incolpevole, dovuta a difficoltà amministrative, errori materiali o piccoli ritardi. La legge è iniqua e colpisce un settore già profondamente in crisi, imponendo un ruolo di pubblico ufficiale con responsabilità penali che non vengono ricompensate economicamente. Mi sono attivato da tempo per portare la voce della categoria in Parlamento e il M5S interverrà nel decreto fiscale per dare i primi correttivi a una legge che per troppo tempo è rimasta incompleta, creando storture utili solo a ingolfare i tribunali e a non colpire, invece, chi il furbo tenta di farlo davvero». –


 

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