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Giovane di Monsummano soccorso al rave party

Stefano Taglione
Giovane di Monsummano soccorso al rave party

Colto da malore, quando si riprende, si scaglia contro i volontari dell’ambulanza Un migliaio di persone da tutta Italia nell’ex fabbrica della Trw a Livorno 

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All’inizio, leggendo la sequela dei messaggi diffusi fra Telegram e Whatsapp, il raduno dello sballo doveva tenersi a Viterbo. Poi, a metà strada, i piani sono cambiati. «Ragazzi, andiamo a Livorno». Dalle quattro della notte fra Halloween e ieri – mentre i bambini erano appena rincasati dal gioco del dolcetto e dello scherzetto – l’ex fabbrica della Trw tornava teatro dei rave party, per una festa musicale che dovrebbe superare tutte le altre dell’anno in quanto a numeri e forse anche come problemi di ordine pubblico.

In mille da tutta Italia, da ieri, hanno invaso lo stabilimento dove un tempo si producevano sterzi per auto e lavoravano 450 operai. È la terza volta in sette mesi: l’ultimo blitz risale a Pasqua – al termine del quale venne accoltellato a morte dall’amico Sergio Ubbiali, nel Bergamasco, il deejay di 35 anni Maurizio Canavesi – mentre a inizio marzo vennero denunciate 64 persone.

«Speriamo che ne arrivino altre migliaia». A parlare è un giovane di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. «Ho viaggiato tutta la notte in macchina con un amico dopo aver fumato una canna e mangiato frutta secca – racconta – ma, a dir la verità, ho anche dormito un’oretta e mezza. Non volevo fare un incidente...».

Parla a fatica, ha gli occhi rossi. Si regge in piedi per miracolo. Ma dovrà riprendersi in fretta, perché la festa – ammette – «durerà fino a domenica pomeriggio». A metà mattinata, nel vicinissimo piazzale della Tamoil all’incrocio fra via Enriques e via Firenze, un ragazzo di 24 anni di Monsummano verrà trovato svenuto da un passante. A farlo riprenderle per poi trasportarlo in ospedale il medico e i volontari della Svs. Che mentre lo soccorrono rischiano di essere aggrediti, visto che dà in escandescenze. Motivo per il quale sul posto sono intervenuti pure gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidati dal commissario capo Claudio Cappelli.

Per gran parte della mattinata, nell’unica strada che porta all’Trw, si sono piazzate un’auto della polizia di Stato e una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Livorno. Sono state già identificate decine di persone anche dalla Digos, presente direttamente con il dirigente Alessandro Castiglione. Qualcuno, per evitare i posti di blocco, è passato dai campi. Alcuni ragazzi, arrivati a piedi dalla stazione, perfino con i trolley. Anche se la maggior parte ha optato per auto e camper, posteggiando direttamente nei capannoni. All’interno, oltre a numerose tende da campeggio, c’era perfino un Tir giallo, con ogni probabilità utilizzato per trasportare le casse e l’attrezzatura musicale.

Gli agenti della questura, su disposizione dei dirigenti, si sono limitati a identificare i partecipanti al rave, che ora rischiano una denuncia per invasione di terreni o edifici. Alcuni di loro avrebbero già precedenti penali di questa fattispecie. Escluso ogni blitz nell’ex fabbrica per evitare che si verifichino feriti e ulteriori problemi di ordine pubblico. La festa andrà avanti fino a domenica pomeriggio. Nella speranza che in futuro, i proprietari dell’area, la recintino e la mettano in sicurezza per evitare che venga occupata. Anche perché le condizioni di sicurezza nel perimetro industriale sono veramente scarse. —

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