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Appartamenti a luci rosse 2 anni alla maitresse cinese

Massimo Donati
I carabinieri della Stazione di Pescia mentre mettono i sigilli a uno degli appartamenti sequestrati
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I carabinieri della Stazione di Pescia mentre mettono i sigilli a uno degli appartamenti sequestrati

Massaggi “total body”: patteggia la pena la 40enne arrestata lo scorso giugno che faceva prostituire le sue connazionali in due abitazioni nel centro di Pescia  

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PESCIA. Il tenore degli annunci era più o meno sempre lo stesso. Con la promessa di massaggi total body, di “momenti dolci e sensazioni incredibili”. Poi il numero di telefono. Non sempre lo stesso, ma al quale rispondeva comunque lei, Xiangfen Xie, 40 anni: informava i clienti su dove raggiungerla, apriva loro la porta dell’appartamento, li metteva al corrente sui prezzi del massaggio semplice e di quello con l’extra finale, intascava i soldi e poi li accompagnava nella stanza da letto, dove li affidava nelle mani di una propria giovane connazionale. . Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione i reati per i quali – dopo essere finta in carcere grazie alle indagini portate avanti dai carabinieri della Stazione di Pescia – l’altra mattina, in tribunale, la donna ha patteggiato la pena davanti al gip: 2 anni di reclusione e 400 euro di multa, con il beneficio della sospensione condizionale. Il patteggiamento davanti al giudice delle indagini preliminari è arrivato dopo che il pm titolare dell’inchiesta, Leonardo De Gaudio, aveva chiesto e ottenuto di procedere al processo con il giudizio immediato. A quel punto l’avvocato difensore Tiziano Veltri ha scelto di concordare la pena con il pubblico ministero ottenendo così lo sconto di un terzo.

Xiangfen Xie era finita in carcere all’inizio di giugno nella giornata di mercoledì, quando i carabinieri di Pescia avevano eseguito la misura cautelare disposta dal gip del tribunale Luca Gaspari, procedendo anche al sequestro preventivo, deciso sempre dal giudice delle indagini preliminari, dei due appartamenti in cui l’imputata faceva prostituire le sue connazionali (almeno due diverse ragazze): al numero 4 di via dell’Acqua e al numero 8 di via Vetturali, a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro, nel centro di Pescia.

Le indagini dei carabinieri erano partite in seguito agli esposti presentati da alcuni cittadini su un probabile giro di prostituzione di ragazze asiatiche nell’appartamento di via dell’Acqua. Attraverso un lavoro di ricerca sul web, su siti per prestazioni sessuali e massaggi erotici a pagamento, erano poi risaliti a dei numeri di telefono. Ritrovati poi anche sul sito “Bakeca incontri”. E da lì, all’intestataria, Xiangfen Xie, che risultava domiciliata nell’appartamento di via dell’Acqua. Quindi, attraverso i tabulati, i carabinieri di Pescia erano riusciti ad identificare alcuni dei clienti che, sia in quell’appartamento che in quello di via Vetturali, avevano usufruito dei massaggi speciali.

Più o meno identiche le dichiarazioni rilasciate una volta convocati in caserma. Dopo il contatto telefonico, avuto l’indirizzo a cui presentarsi, erano stati accolti dalla Xie. Che li aveva informati sul prezzo del massaggio base (dai 20 ai 30 euro), per poi proporre loro l’extra: dalla masturbazione al rapporto completo (per 20 euro in più). Era lei a prendere i soldi dalle loro mani, per poi accompagnarli in camera da letto, dove era in attesa la giovane ragazza cinese di turno. In un caso, la Xie aveva addirittura accettato in pagamento da un cliente che non aveva soldi sufficienti quattro rotoloni di carta assorbente, del valore di circa 20 euro.

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