Sicurezza
Quella canotta della Madras sulle tribune del Triple A
Giovanni Magrini, di Montecatini, l’ha indossata durante Heat contro Memphis e la foto ha fatto il giro del web: «Con Massa e Cozzile ho vinto uno scudetto»
la storia
Le passioni non si misurano con gli scudetti, con il blasone e nemmeno con le categorie. Le passioni hanno a che fare con il cuore, con le emozioni e con i sentimenti. Non c’entrano i tabellini, le percentuali di tiro o una carriera da professionista. E, qualche volta, le passioni attraversano perfino gli oceani. Così può capitare che, partendo per una vacanza in America, si infili in valigia una vecchia divisa della Madras Massa e Cozzile per indossarla una volta seduti in tribuna al Triple A di Miami, dove gli Heat giocano contro Memphis.
Giovanni Magrini, montecatinese, ha fatto questo. E una volta seduto in mezzo al pubblico si è fatto scattare una foto, postandola su Facebook. Basket minore e Nba, due mondi apparentemente lontani che, per una volta, si toccano, per una questione di passione. Quello scatto è finito sulla pagina “L’umiltà di chiamarsi minors”, dedicata proprio al mondo del basket più ruspante, e ha superato i 1. 200 like. Lo stesso su Instagram, dove ha collezionato una valanga di cuori. Il protagonista è divertito e felice, come racconta dal ventitreesimo piano di un palazzo nel centro di Miami. «Ieri mattina mi sono svegliato e quando ho acceso il telefono mi è arrivata una sfilza di messaggi – spiega Magrini – Qualche amico l’aveva condivisa in un gruppo di appassionati di basket e gli amministratori della pagina l’hanno rilanciata. A me ha fatto piacere, appena ho comprato i biglietti della partita mi è venuto in mente di andarci con la maglia di quella squadra addosso, perché è una parte importante della mia vita».
Già, perché è vero che le passioni non si misurano con gli scudetti, ma uno scudetto Giovanni Magrini, con Massa e Cozzile, lo ha vinto davvero. «Nel 2006 – ricorda – vincemmo il campionato Under 14 battendo in finale la Benetton Treviso. La nostra era la squadra con Tommaso Ingrosso e Giorgio Sgobba, io ero un panchinaro, ma i ragazzi di quel gruppo sono ancora oggi i miei migliori amici. Il gesto di mettermi quella canotta l’ho fatto per loro, e per ringraziare Simona Maltagliati e Franco Ingrosso che guidavano la società in quegli anni. Per ridare indietro un po’ di quello che ho ricevuto. Ero l’unica macchia azzurra in un palazzo rosso e nero, mi guardavano tutti».
Giovanni, che è il figlio di Riccardo Magrini, ex ciclista e commentatore di Eurosport, ha ancora qualche giorno di vacanza in Florida, poi tornerà a casa e probabilmente riceverà un “cinque alto” dai vecchi compagni di squadra e dai dirigenti attuali del Massa e Cozzile. «Non seguo più regolarmente la pallacanestro – conclude – ma ogni tanto un salto al palazzetto ce lo faccio, perché quegli anni mi hanno lasciato tantissimo a livello di esperienza e di amicizie. Sono contento che quella maglia si sia vista in giro, in un contesto così bello». –
Lorenzo Mei
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