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Ballerine al lavoro ma senza permesso Scattano i sigilli al night Kalimera
Il gip del tribunale dispone il sequestro preventivo del locale Denunciati a piede libero titolare della licenza e gestore
PIEVE A NIEVOLE. Delle 17 giovani “figuranti di sala” dell’est europeo presenti nel locale al momento del controllo nessuna aveva il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. E per il night club Kalimera di via Matteotti, a Pieve a Nievole, sono scattati nuovamente i sigilli. A disporre il sequestro preventivo, su richiesta della procura, è stato il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pistoia, che ha deciso di applicare la misura cautelare per scongiurare il rischio di reiterazione del reato.
Reato che è quello previsto dall’articolo 22 del testo unico sull’immigrazione: “Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo... è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Le pene sono aumentate da un terzo alla metà se i lavoratori occupati sono in numero superiore a tre”.
Rischiano grosso insomma il titolare della licenza (Simone Chimenti) e il gestore di fatto del locale, Marco Zucca, 56 anni, di Montecatini, entrambi denunciati a piede libero.
Denunce e sequestro del gip sono arrivati in seguito ai controlli che aveva portato a termine la scorsa primavera la Divisione di polizia amministrativa della questura di Pistoia. Come detto, in quell’occasione, le ragazze (la maggior parte ucraine) trovate al lavoro nel locale erano risultate non in regola con il permesso di soggiorno (e di conseguenza con il contratto di lavoro). Una volta ricevuto il rapporto della polizia, la procura ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari la misura cautelare. Che è stata eseguita lo scorso venerdì.
Nel disporre il sequestro il gip ha tenuto conto anche del precedente del febbraio 2016, quando il Kalimera venne sottoposto ad un altro sequestro preventivo, dopo che i gestori del locale non ottemperarono all’intimazione di cessare l’attività dopo le violazioni – di carattere amministrativo ma anche penali – riscontrate nel corso delle verifiche che erano state portate a termine dagli uomini del Commissariato di Montecatini e – anche in quel caso – della divisione di polizia amministrativa della questura.
A motivare la decisione del gip fu il rischio per l’incolumità dei clienti che avrebbe potuto comportare la reiterazione del reato previsto dall’articolo 681 del codice penale: apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento. Ai due esercenti, in pratica, venne contestato il fatto di non aver mai chiesto e ottenuto la licenza per quel tipo di attività. Licenza, che a differenza di quella necessaria, ad esempio, per i bar, viene rilasciata solo dopo le verifiche della commissione comunale pubblici spettacoli, chiamata a stabilire se la struttura abbia o meno i necessari requisiti di sicurezza. —
Massimo Donati
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