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Rischio scabbia, un caso all’Istituto Pasquini La dirigente rassicura

Rischio scabbia, un caso all’Istituto Pasquini La dirigente rassicura

La malattia torna ad affacciarsi nelle scuola italiane e ora anche in Valdinievole La comunicazione arriva dall’Asl Toscana Centro 

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massa e cozzile. Un caso, uno soltanto. Ma la comunicazione dell’Asl Toscana Centro non lascia spazio a dubbi: almeno uno studente dei nove plessi scolastici dell’Istituto comprensivo “Bernardo Pasquini” ha contratto la scabbia.

Una malattia che i più – forse – credevano scomparsa. E che invece, ora, torna ad affacciarsi nelle scuole italiane. Anche in Valdinievole.

«Si comunica a tutti i genitori dell’istituto Pasquini – si legge nella circolare firmata dalla dirigente scolastica Rachele Pirozzi – che abbiamo ricevuto una comunicazione dell’Asl Toscana Centro in base alla quale risulta che nella collettività scolastica dell’istituto è stato segnalato un caso di scabbia».

«Pertanto – prosegue la circolare – occorre consultare il pediatra di libera scelta e il medico di medicina generale qualora, nei giorni seguenti, insorgano sintomi quali prurito intenso soprattutto notturno, lesioni ed escoriazioni cutanee».

Secondo quanto spiegato dalla dirigente, non c’è da allarmarsi, ma comunque da stare in campana.

«Non sappiamo neppure noi chi sia lo studente che l’ha contratta – afferma Pirozzi – ma siamo in contatto costante con l’Asl che ci ha rassicurati dicendo che ha già eseguito la profilassi richiesta dal caso».

La scabbia (un’infestazione della pelle da parte di un acaro umano) di solito si diffonde per contatto diretto, prolungato, pelle a pelle con una persona affetta dalla malattia.

Ma – precisano gli esperti – il contatto di solito deve essere prolungato: non basta, in sostanza, una stretta di mano o un abbraccio per contrarre la malattia. Tra i sintomi (che possono anche richiedere fino a sei settimane prima di rivelarsi) – sempre secondo quanto spiegato dai medici – consistono in un prurito intenso, soprattutto di notte, e un’eruzione cutanea molto simile a brufoli.

«Non c’è da allarmarsi – conclude la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Bernardo Pasquini – ma comunque da stare sempre in guardia, eseguendo alla lettera quelle che sono le indicazioni dell’Asl. Questa perlomeno è la raccomandazione che abbiamo fatto a tutti i genitori, al personale scolastico e anche ai docenti della nostra scuola». –

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