Sicurezza
L’advisor “Kon” ha scelto gli otto immobili da vendere
Ci sono Leopoldine, Excelsior, Grocco, Salute, istituto di cura bibite gratuite, minigolf e palazzina consulenti nel piano di dismissioni
MONTECATINI. Leopoldine, Excelsior, Grocco, Salute, istituto di cura, bibite gratuite, palazzina consulenti, minigolf. Sono questi gli otto immobili del patrimonio termale che, secondo il piano di risanamento societario elaborato dall’advisor Kon, saranno messi in vendita. Un piano di dismissione che, come fatto notare da Edoardo Fanucci (Italia Viva), è già stato inserito nel sito della Regione “Invest in Tuscany” con la dicitura – per ognuno degli stabilimenti – “alienazione o concessione mediante asta pubblica”.
È quanto è emerso in commissione società partecipate e, sebbene il sindaco Luca Baroncini abbia specificato che «è lo stesso elenco che c’è da due anni», Fanucci ha ribattuto che «la società rischia il fallimento e c’è chi è disposto a vendere tutto pur di non vederla fallire».
«Il piano della Kon – ha detto il sindaco – è per ora solo una bozza. Ci sembra efficace dal punto di vista liquidatorio, ma trascura l’aspetto del rilancio delle Terme. È ancora tutto in corso d’opera, ma abbiamo ottenuto l’impegno di modificarlo integrandolo con un progetto di rilancio. Per esempio abbiamo chiesto di togliere due-tre immobili dall’elenco delle alienazioni: su Leopoldine ed Excelsior è infatti necessaria una riflessione più ampia».
«A oggi – aggiunge l’assessore al bilancio Alessandro Lumi – le Leopoldine costerebbero 10 milioni di euro e a questa cifra sono invendibili». Il sindaco si è poi detto d’accordo con l’idea di far comprare il Tettuccio dalla Regione, ma si è invece detto contrario a dover far sborsare dal Comune oltre 3 milioni di euro per acquistare le Tamerici. «Casomai, con quei soldi – ha spiegato Baroncini – meglio aumentare il nostro peso e tornare maggioranza in società, non attraverso l’acquisizione delle quote ordinarie dalla Regione, ma prendendo in usufrutto solo il diritto di voto, che costa molto meno».
Il sindaco ha poi concluso dicendosi «soddisfatto per una ritrovata unità d’intenti sulle Terme da parte di tutte le forze politiche».
«Volete davvero fare un aumento di capitale? Allora – ha ribattuto Ennio Rucco (Pd) – fatelo subito, non ci opporremo anche se la consideriamo una strada non percorribile. La nostra proposta è un’altra (ne parliamo nell’altro articolo, ndr), e se volete l’unità allora votate la nostra mozione. Altrimenti spiegateci la vostra proposta, perché ancora non si è capita».
«Da dove prenderete i soldi per fare l’aumento del capitale? E quanti saranno? E come pensate di convincere la Regione a mettere altra liquidità e al contempo a rinunciare al controllo maggioritario della società?», ha chiesto il presidente della commissione Simone Magnani. «Vogliamo tornare a essere protagonisti – ha risposto Lumi – e come troveremo i soldi ancora non lo sappiamo, ma ne stiamo parlando». –
D. M.
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